Andrea Cardinali, direttore generale UNRAE

Settantacinque anni di dati messi a disposizione di chiunque, non più soltanto degli addetti ai lavori. È la mossa con cui UNRAE, l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri, prova a uscire dal recinto della rappresentanza industriale per parlare direttamente agli automobilisti.

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L’associazione delle Case estere che operano sul mercato italiano ha presentato il 23 settembre il proprio nuovo corso: logo rinnovato, percorso di rebranding e una strategia di comunicazione che punta a fare dell’associazione un interlocutore anche dei cittadini, oltre che delle Istituzioni. La ragione sta nella fase che attraversa il settore, alle prese con la transizione più rapida e complessa della sua storia recente. La mobilità evolve, il mercato propone nuove tecnologie e nuove formule di utilizzo, e proprio per questo orientarsi è diventato difficile per chi non è del mestiere.

UNRAE si propone di colmare quel vuoto informativo traducendo dati, tecnologie e norme in indicazioni comprensibili. Il perimetro da cui parte è ampio: l’associazione riunisce 47 aziende e 72 marchi di 15 Paesi diversi, copre tutti i comparti dell’automotive, dalle autovetture agli autobus, dai veicoli commerciali agli industriali fino ai rimorchi, e dal 2013 fa parte del Sistan, il Sistema statistico nazionale. Una rappresentatività, sottolinea l’associazione, rafforzata dal recente ingresso di nuovi costruttori asiatici, letto come un segnale dell’attrattività del mercato italiano.

La filiera che ne discende, tra distribuzione e assistenza autorizzata, fattura oltre 50 miliardi di euro e occupa circa 160 mila persone. Sul piano pratico il nuovo corso si traduce in servizi già disponibili e gratuiti: una piattaforma per verificare in tempo reale le campagne di richiamo dei veicoli, la mappatura delle ZTL e delle limitazioni locali al traffico, il quadro delle agevolazioni fiscali regionali. A questi si affianca, da vent’anni, il Premio di Laurea per talenti automotive, le cui candidature per l’edizione 2026/2027 scadono il 30 settembre.

Anche il marchio racconta il riposizionamento: il tricolore inserito nel globo richiama il radicamento italiano dentro la dimensione internazionale dei costruttori rappresentati, mentre la “U” ridisegnata con quattro linee dinamiche allude a una mobilità che connette persone, territori e opportunità.

“Non è un nuovo logo a cambiare un’organizzazione: è l’evoluzione di un’organizzazione a rendere necessario un nuovo segno”, afferma Roberto Pietrantonio, presidente di UNRAE, che rivendica la volontà di “informare con chiarezza, non convincere”. Alla rappresentanza dell’industria e al dialogo con le Istituzioni, spiega, si affianca ora un impegno più diretto verso gli italiani. Gli fa eco il direttore generale Andrea Cardinali, per il quale l’associazione evolve insieme alle tecnologie e ai contesti urbani mettendo le persone al centro, convinta che l’automobile resti un’occasione di sviluppo economico, occupazione qualificata e inclusione territoriale.

Il prossimo passo ha già un titolo, “I Mestieri dell’Auto”: una partnership editoriale che sarà lanciata tra ottobre e novembre per raccontare il settore attraverso le professionalità che lo compongono, con un taglio dichiaratamente personale e poco convenzionale. Seguiranno altre iniziative, sostenute da un dialogo più ampio anche con i media non specializzati e da una presenza digitale e social che avrà su LinkedIn il proprio punto di riferimento.