Gino Sabatini

Colli del Tronto, nelle Marche, nel prossimo mese di giugno sarà pacificamente invasa da 350 delegati provenienti da tutto il mondo, ministri e delegazioni d’ambasciata per la Convention mondiale delle Camere di Commercio italiane all’estero. «È un’occasione per le nostre piccole imprese per tornare protagoniste nei mercati internazionali» spiega in questa intervista a Economy Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche e vice presidente di Unioncamere.

Quale l’importanza per le Pmi marchigiane della Convention mondiale delle Camere di Commercio italiane all’estero in programma a Colli del Tronto dal 16 al 20 giugno prossimi?

Avere la convention delle Camere di Commercio italiane all’estero nelle Marche vuol dire ospitare le rappresentanze imprenditoriali del mondo qui nel cuore dell’Italia. Al di là del prestigio e della soddisfazione di essere stati scelti tra tanti territori concorrenti, si tratta di un’occasione importante per presentare la nostra realtà economica, ma soprattutto per le piccole e piccolissime imprese di tornare protagoniste nei mercati internazionali. Le Camere di Commercio estere, che saranno appunto riunione tutte nelle Marche, possono avere gli strumenti necessari a supportare proprio le Pmi in un percorso virtuoso e personalizzato al fine di sviluppare un nuovo modello di internazionalizzazione.

350 delegati delle Camere italiane all’estero, oltre a ministri di riferimento e delegazioni d’ambasciata, incontri one to one: sarà un evento che darà la possibilità di stabilire contatti proficui?

Il momento degli incontri tra le nostre imprese e i delegati in rappresentanza di 61 Paesi, o meglio 61 mercati è fondamentale. Per presentarci al meglio stiamo facendo squadra con tutti gli stakeholder delle Marche; la Regione è il nostro partner principale in questo evento, le associazioni imprenditoriali di categoria sono già a lavoro per stimolare e preparare le imprese del territorio, tutti gli operatori economici e istituzionali saranno coinvolti e parteciperanno attivamente alla riuscita dell’evento. La possibilità di stabilire contatti con i Paesi presenti dipenderà dalla preparazione delle imprese a questo appuntamento: gli imprenditori in questa fase saranno chiamati proprio a riflettere sulle direttrici future della propria impresa, e noi siamo qui per sostenerli.

Qual è il ruolo, oggi e domani, della giovane Camera di commercio regionale marchigiana nel quadro del tessuto imprenditoriale marchigiano? 

La nostra Camera Marche completa a fine 2023 il primo quinquennio di attività, un periodo che ci ha visto diventare più forti e presenti nei tavoli dove si compiono scelte strategiche a favore dello sviluppo del territorio. Quinta Camera in Italia per numero di imprese e prima per estensione geografica, abbiamo investito in questi primi cinque anni oltre 40 milioni di euro in azioni di sostegno al sistema imprenditoriale. Soprattutto abbiamo costruito una rete di collaborazioni istituzionali a vantaggio delle imprese della regione: agire uniti vuol dire farlo in modo più efficace, evitando duplicazioni e dispersioni di risorse e tempo. Guardare al futuro oggi è fondamentale perché gli operatori economici fanno scelte in base ad aspettative razionali, e quindi avere una visione positiva, considerato che siamo come sistema camerale in piedi da oltre 150 anni, è fondamentale. Dove saremo nei prossimi anni? Sempre al fianco delle imprese. 

Dal vostro osservatorio come vedete la fase dell’economia regionale? Quali i punti di forza, le criticità e le prospettive?

L’attuale scenario della demografia delle imprese marchigiane presenta segnali positivi, anche se lievi. Le Marche risentono ancora pesantemente dei fattori noti: oltre alle criticità di portata nazionale (crisi finanziaria, pandemica ed energetica) che comunque hanno morso di più in una regione manifatturiera come la nostra, da noi hanno pesato variabili imprevedibili quali il sisma, il dissesto idrogeologico, il conflitto in Ucraina che affliggono soprattutto le nostre imprese del made in Italy, da sempre legate al mercato asiatico. L’immagine è pertanto quella di un’economia con elevate potenzialità, che però ovviamene risente, in un mercato globale, di fattori spesso non direttamente governabili. Innovare è la chiave, con tutte le difficoltà del caso: il territorio di Ascoli Piceno, dall’ultima rilevazione, è la quinta provincia in Italia per incidenza del numero di start up sul totale, a Smau le marchigiane brillano e spesso coniugano i temi delle sfide digitali a quelli della sostenibilità. Innovare vuol dire anche trovare nuovi modi di stare ai tavoli regionali e nazionali con l’obbiettivo di accelerare e semplificare i processi decisionali e la messa a punto di soluzioni. Dare fiducia e dare strumenti concreti che alimentino le aspettative del sistema economico è quindi fondamentale, a cominciare dalle infrastrutture di collegamento. L’importanza dello sviluppo infrastrutturale per la ripresa del nostro Paese è dimostrata dai 61,3 miliardi di euro di risorse previste dal Pnrr (per la precisione, 40,44 miliardi di fondi Next Generation Eu e React Eu e 20,85 miliardi di fondi del Piano complementare) per investimenti in infrastrutture ferroviarie e idriche, per l’acquisto di autobus green, per il rinnovo di treni e navi, nonché per la digitalizzazione del Tpl e dei servizi aeroportuali. In tale contesto il sistema camerale può fornire – oggi più che mai – un contributo importante sia per disegnare una strategia di medio-lungo periodo per lo sviluppo di una logistica efficiente e sostenibile, sia per supportare una più efficace pianificazione degli interventi infrastrutturali di cui il territorio necessita. Ci sono competenze e volontà che possono essere messe a disposizione e a sostegno del territorio, in un momento storico impegnativo, come quello attuale.

Infine, in un territorio dove il benessere e la qualità della vita aiutano tante persone a diventare centenarie, dobbiamo investire sui giovani. Il rapporto con gli atenei marchigiani è fondamentale, sia per l’attività di ricerca e studio, con l’obiettivo di leggere al meglio i fenomeni economici e di orientare anche i percorsi accademici in base alle esigenze delle imprese, che a loro volta devono poter contare sulle competenze di intelligenze fresche che coi nostri programmi vanno per il mondo, e poi il mondo lo portano qui. 

Quali sono gli altri strumenti previsti dalla Camera delle Marche per sostenere lo sviluppo dell’economia nei prossimi mesi?

Insieme alla Regione Marche siamo al fianco delle imprese che accolgono le sfide dei mercati internazionali e, con l’apporto dell’Agenzia regionale per il turismo e l’internazionalizzazione Atim, abbiamo pubblicato a inizio anno un bando destinato a chi prenderà parte alle fiere, nazionali ed internazionali, che si svolgeranno nel 2023. Si tratta di un investimento di 5 milioni di euro che coinvolgerà 2mila imprese ogni anno. In uscita anche i bandi che prevedono misure per favorire la digitalizzazione delle imprese e per sostenere le iniziative di promozione territoriale tramite gli attori dello sviluppo locali: ogni anno sosteniamo circa 500 progetti di digitalizzazione delle imprese. C’è poi l’attività quotidiana di assistenza, orientamento, informazione che offriamo alle imprese ma anche agli aspiranti imprenditori. Forte l’impegno sul fronte della semplificazione, riconosciutoci anche da Unioncamere con l’assegnazione della relativa delega, che è la premessa e la chiave per accedere alle misure (risorse del Pnrr in primis) e raggiungere gli obbiettivi previsti nei prossimi mesi a tutti livelli.