Alcune aziende sono facili da ammirare perché le incontriamo ogni giorno (come Costco o Visa): modelli solidi, clienti fedeli, flussi costanti — qualità che piacciono a Warren Buffett. Ma, a volte, esistono imprese con le stesse caratteristiche, pur operando in settori oscuri e lontani dal grande pubblico.
È il caso di GTT (Gaztransport & Technigaz), società francese di ingegneria e proprietà intellettuale specializzata nel trasporto e stoccaggio di gas naturale liquefatto (GNL). GTT non costruisce navi, ma progetta i sistemi criogenici a membrana che consentono di trasportare e conservare GNL a –160 °C. Queste tecnologie (sistemi Mark III in acciaio inox “a cialda” e NO96 in doppia membrana Invar-nickel) sono diventate lo standard mondiale per le metaniere e i serbatoi onshore. Licenzia i propri brevetti ai cantieri navali, che pagano royalties legate alle varie fasi di costruzione delle navi o dei serbatoi. Ha ampliato l’attività con soluzioni digitali per monitorare consumi, emissioni e dati di viaggio tramite le controllate Ascenz Marorka e VPS.
Perché se ne può parlare come di un’azienda “modello Buffett”? Perché funziona come un “casello” tecnologico: ogni nuova nave genera royalties senza grandi costi aggiuntivi. Su una nave da 200 milioni di dollari, GTT incassa circa 8–10 milioni di royalties (≈5%). I costi sono fissi e bassi: nel 2024 ha registrato margini lordi del 96%. Ha flussi di cassa stabili, dividendi generosi e posizioni di quasi monopolio, con profittabilità paragonabile a quella di un’azienda software. In sintesi: GTT è un campione nascosto — poco visibile, ma con vantaggio competitivo duraturo, rendimenti costanti e modello leggero ad altissima redditività, proprio come piace a Buffett.
















