Un villaggio dell’innovazione in Porta Romana per sostenere le start-up

Tutto succede a Milano. E non è un caso. La metropoli Italiana  con la più alta concentrazione di Start Up, spiana la strada a apre le porte ad un network , sviluppato da Crédit Agricole in tutto il mondo dando l’avvio a possibili aperture in altre aree di forte presenza del Gruppo in Italia, secondo mercato domestico per CA dopo la Francia. Ora è ufficiale dal 5 Dicembre,  Milano accoglie ufficialmente il primo Le Village italiano, un vero e proprio acceleratore dell’innovazione. Gli ambiti in cui operano le start up sono 6 e definiti dal criterio delle “6F”: 3 legate alle eccellenze italiane del territorio(Food, Fashion, Furniture) e 3 a settori inerential Gruppo CA(Fintech/Insurtech, Future Mobility, France).

 

“Sindaco” del neonato “Le Village” by Crédit Agricole milanese è  Gabriella Scapicchio da 15 anni nel Gruppo CA, dove ha coperto diversi ruoli dal marketing all’innovazione.

“Il nostro obiettivo – spiega Gabriella Scapicchio – è quello di promuovere l’innovazione territoriale, favorendo la connessione tra eccellenze e la nascita di  alleanze strategiche senza preclusioni. La sede milanese, 2.700 metri quadrati all’interno di un convento del XV secolo in zona Porta Romana- prosegue Gabriella Scapicchio-  ospiterà dalle 40 alle 50 startup per complessive 200 postazioni di lavoro: uno spazio multifunzionale in cui lavorare in co-working puntando ai massimi obiettivi in termini di crescita e business.  Un vero e proprio ecosistema in cui le singole parti (startup, partner corporate e abilitatori) contribuiscono alla crescita del Village dando vita a un’economia circolare che trova la sua definizione nel concetto “collaborare per innovare”.  “Abbiamo obiettivi e sfide ambiziose da vincere, superando i limiti culturali che ancora oggi penalizzano le nostre imprese nella propensione al rischio- prosegue Scapicchio-. L’accesso ai fondi resta il vulnus dell’imprenditorialità italiana. Dove la singola start up si ferma, presso Le Village- subentra il sistema a corollario. Per questo siamo rigorosissimi nella selezione delle start up, che per essere ammesse devono avere almeno 6 mesi di vita, alto tasso di innovazione,  un team strutturato ed una proposizione commerciale  già validata dal mercato. Questi criteri proteggono ed alzano i muri di difesa contro i motivi di fallimento che così spesso in Italia portano alla mortalità delle start up.

 

“Verrà inoltre lanciata- prosegue Gabriella  Scapicchio- la “Call for startup” su due tematiche: FinTech – Innovazione per banche e assicurazioni (Insurtech) e Future Mobility– Innovazione per mobilità e trasporti. Il bando è rivolto a Startup e giovani imprese a carattere innovativo che operano in questi settori, con l’obiettivo di essere selezionate per poter entrare ne Le Village by CA Milano”. Grazie a questo modello infatti, fedele al concept francese ma operativamente focalizzato sulle eccellenze del nostro territorio, le startup ospitate dal Village milanese potranno avvalersi di una gamma completa di servizi e prodotti: mentoring, programmi di formazione, coaching, incontri di matching con investitori e aziende corporate, supporto al fundraising e all’internazionalizzazione. I primi ‘abitanti’ del Village sono già stati individuati: si tratta di sei startup residenti: ARTEMEST (ambito Furniture& Design), ELIGO (ambito Fashion), INTERIORBE(ambito Furniture& Design),PAYDO/PLICK (ambito Fintech), RISARCIMENTO VIAGGI(ambito Future Mobility),TUTORED (ambito France).

 

Alcune corporate italiane e internazionali contribuiscono, ciascuno con le proprie competenze verticali, alla vita del Village e allo sviluppo delle startup residenti:ArlatiGhislandi, Bearing Point, Econocom, KPMG, NEXI, Nctm Studio Legale, Orrick, PwC e Signify. Nel Village rivestono un ruolo significativo anche Microsoft e alcuni partner “tecnici” come Ideal Standard. Infine, Nuvolab, venture accelerator e innovation advisor di Milano, ha collaborato con LeVillagecome partner progettuale e strategico sin dalla prima definizione dell’iniziativa, supportando la creazione del network di abilitatori e startup coinvolti inizialmente nel progetto e affiancando il team del Village fino alla sua apertura. Per la realizzazione del percorso ci accelerazione, il Village si avvale della collaborazione e delle competenze di abilitatori del mondo dell’innovazione sia pubblici (es: Università), che privati (Incubatori, Fondi VC, Associazioni di categoria). Ad oggi, hanno aderito al progetto: Angels 4 Innovation, E-Novia, EndeavorItaly, Fashion Tecnology Accelerator, Fintastico, Fintech District/Fabrick, Fortytwo, La French Tech, Mobility Up, NABA Nuova Accademia di Belle Arti, Oltre Venture, Seeds&Chips, The Cambridge Management Consulting Labs, United Ventures, Università degli Studi di Milano Bicocca e Uqido.

 

 

Il modello arriva dalla Francia. Il primo e più grande “Village” è stato aperto a Parigi nel 2014: circa5 mila metri quadrati in pieno centro, con 90 startup provenienti da tutti i settori economici e in cui vengono organizzati più di 800 eventi all’anno di networking e incontri tra startup, aziende, università, abilitatori e attori del mondo dell’innovazione. I numeri testimoniano il successo dell’iniziativa:sono circa 700 le startup ospitate dal network e quasi 500 le aziende partner. Inoltre, sono circa 200 i milioni di euro di fondi raccolti nel 2017 a favore delle start up ospitate nei Village e 20 sono le startup presentate al CES di Las Vegas. “In Italia ci pensiamo e ci proponiamo più come un acceleratore che un incubatore – conclude il sindaco de Le Village- interpretando quelli che sono i costrutti chiave alla base dell’economia circolare: lo scambio, la condivisione di conoscenza la contaminazione anche di competenze perché Milano sul piano dell’innovazione ha ancora tanta strada da fare. Se l’obiettivo è la crescita, giochiamo tutti la stessa partita. Solo facendo sistema  possiamo creare un ambiente favorevole allo sviluppo.