Allestimenti differenti a Palazzo Visconti

Cosa può collegare la Campari con Elisabetta Franchi, Dom Perignon con Economy Group o con la Fondazione San Patrignano? Tutte queste realtà, ma anche altre centomila, possono trovare un denominatore comune nelle sale bellissime di Palazzo Visconti, a Milano, a due passi da piazza San Babila, un’appartata e pregevole esperienza di ibridazione tra antico e moderno, tra tradizione e innovazioni nell’industria dell’accoglienza.

Che merita un racconto sia perché dimostra come la transizione digitale possa ravvivare senza snaturare anche l’arte e l’architettura più squisite sia perché sta vivendo una fase di grande espansione. «Certo, unire alla tradizione l’innovazione è indispensabile, non a caso abbiamo una doppia connessione ad Internet», sorride Luciana Belloni, manager di Socrea, la società che gestisce Palazzo Visconti, oggi proprietà della famiglia Sirtori, in via Cino Del Duca 8. «Una delle due è in fibra ottica, e per noi è una risorsa essenziale per offrire ai nostri clienti la massima efficienza nei loro eventi». Già: perché possono essere eventi privatissimi – di cui quindi non si parla, neanche per gossip! Cene e feste private di circoli esclusivi e famiglie aristocratiche – o possono essere, al contrario, sfilate di moda, vernissage e dibattiti che trovano nella massima visibilità esterna la loro stessa ragion d’essere.

«Nella nostra realtà cooperano due aziende – spiega Belloni – la Socrea è la società proprietaria, mentre Lumière Banqueting gestisce il catering e i servizi, ma senza esclusiva, e quindi chiunque voglia avvalersi di fornitori diversi, esterni, è liberissimo di farlo, sia per la logistica e l’allestimento sia per il catering». Anche se le testimonianze di chi ha provato i servizi Lumiere – tra i quali noi di Economy Group – non possono che recensirli molto bene, per la cortesia delle relazioni personali e per la qualità della ristorazione, dei buffet, della cantina e del bar. «E poi, se posso aggiungere – sorride garbata Luciana Belloni – cerchiamo di essere sempre i problem solver di chi si affida a noi. Durante un allestimento, l’imprevisto capita sempre: e noi non ci sottraiamo mai a dare una mano ai clienti». La struttura è una fuga di sale, al centro delle quali la più grande – la Sala Visconti – può ospitare 150 persone con allestimento a teatro e 120 in modalità cena placèe. E quando si ha bisogno di trasformare rapidamente la sala dalla fase convegnistica a quella del cocktail, liberandola dalle sedie, nessun problema: il personale impiega 5 minuti a rimuovere le sedie, di plastica trasparente, ed accatastarle in una saletta adiacente senza il minimo disturbo. E del resto, il team è corposo: per un evento da 150 ospiti almeno 10 persone, e per una cena placée anche di più.

C’era qualcosa nel karma di questo palazzo che lo predisponeva a questo impiego. Perché la famiglia Visconti di Grazzano, che lo acquistò nel XIX secolo e ne fece la sua dimora, era celebre per le sue feste a buffet, di cui si trova traccia negli scritti dell’epoca e alle quali parteciparono, tra i tanti, anche Alessandro Manzoni, Giuseppe Verdi e Guillame Apollinaire… Ma c’è chi segnala una sicura visita di Mozart, sul finire della sua vita breve, in queste stesse sale, all’epoca relativamente recenti, visto che il Palazzo fu voluto appunto alla fine del Seicento dal nobile spagnolo Giuseppe Bolagnos, reggente del consiglio d’Italia e luogotenente della Regia Camera di Napoli, che lo vendette al marchese Giuseppe Viani fino a passare, nel secolo scorso, e Giuseppe Visconti, marito di Carla Erba, della celebre famiglia di industriali farmaceutici che creò la Fondazione Carlo Erba, a lungo ubicata proprio in questo palazzo, e di cui fu presidente Carlo Sirtori.