Con il 12 giugno decorre un anno esatto entro il quale deve essere completata la successione di Silvio Berlusconi. Il punto di partenza per la divisione dell’impero del Biscione è stato il testamento, distinto come è noto in tre documenti redatti nel 2006, nel 2020 e nel 2022. Queste disposizioni patrimoniali, previste e conosciute dalle persone a lui più vicine, non ha suscitato particolari sorprese né conflitti tra i familiari e gli intimi dell’ex premier.

Il controllo dell’impero

Anzitutto, la famiglia Berlusconi ha ereditato un patrimonio immenso che comprende 6,4 miliardi tra società quotate, investimenti immobiliari, titoli, opere d’arte e liquidità. Il cuore dell’impero è rappresentato dalla finanziaria di famiglia, la Fininvest, che sarà controllata per il 53% dai figli di primo letto (Marina e Pier Silvio) e per il restante 47% dai figli del secondo matrimonio, Barbara, Eleonora e Luigi

La suddivisione degli immobili

Il patrimonio immobiliare non è da meno: le residenze valgono 100-150 milioni, dalla Villa di Arcore a quella di Macherio, ma poi ci sono le case per le vacanze a Porto Rotondo e a Cannes con un valore stimato in circa 700 milioni, concentrato soprattutto nella holding di famiglia Dolcedrago.
Palazzo Grazioli, l’ex residenza romana di Berlusconi, è diventata la sede dell’Associazione stampa estera. Villa Visconti a Macherio è oggetto di trattativa da parte di Barbara Berlusconi, che la vorrebbe acquistare per circa 25 milioni di euro. È in vendita Villa Cerosa, in Sardegna. Le trattative sono gestite dall’agenzia internazionale Dils con prezzi che si aggirano intorno ai 500 milioni di euro.
Villa Grande a Roma va a Pier Silvio Berlusconi. Mentre Villa Borletti, esclusa dal patrimonio immobiliare di Idra, resta a Luigi, dopo che era stata acquistata dal terzo genito di Silvio e Veronica Lario, negli anni ‘90. La villa sul Lago Maggiore era stata la dimora diMarina Berlusconi, mentre la barca, Morning Glory, è stata venduta.

I lasciti al fratello Paolo, a Dell’Utri e alla compagna Marta Fascina

I cinque fratelli hanno trattenuto la quota per i legati dal patrimonio ereditario, così da adempiere ai lasciti richiesti dal padre. Cento milioni di euro al fratello, Paolo Berlusooni e 30 milioni all’”amico di una vita”, Marcello Dell’Utri.

Marta Fascina, deputato della Repubblica Italiana, non entra nell’asse ereditario, sebbene il 2 marzo del 2022 siano state celebrate le nozze “morganatiche” con il Cav. A lei sono stati lasciati da testamento 100 milioni di euro. Villa San Martino ad Arcore è ancora oggi la dimora di Marta Fascina, ma resterà di proprietà dei figli. Non si esclude che, in futuro, possa diventare la sede di una fondazione in memoria di Silvio Berlusconi.