Paolo Naccarato

«Il ginecologo che ha ideato e accompagnato passo passo la fecondazione di questo inedito zigote politico sono io», dice Paolo Naccarato, e il suo gusto esperto per la politica si coglie già dalle definizioni. Allude a “Rinascimento”, il nuovo partito di Vittorio Sgarbi e Giulio Tremonti, il cui alchimista è proprio questo senatore di Cosenza – eletto a Palazzo Madama nella sottoquota tremontiana (Lista Lavoro e Libertà) riservata dalla Lega all’ex ministro dell’economia – che è stato per vent’anni, e si sente, uno dei giovani politici più apprezzati e ben voluti da Francesco Cossiga, ex presidente della Repubblica, statista di levatura indiscussa, vero padre picconatore dei tentativi di riforma istituzionale del Paese. Se dietro Rinascimento c’è uno così, è segno che non siamo su Scherzi a parte.

Lo conferma un sondaggio prodotto da Gpf su Rinascimento che fornisce un responso a dir poco incoraggiante: se si votasse oggi,  pur considerando il livello di conoscenza ancora embrionale del nuovo partito, Rinascimento otterrebbe comunque un ottimo 3,8% dei voti.  Il nome del nuovo partito piace al 40,5% del campione; il 43,9% apprezza il tandem Sgarbi-Tremonti ritenendo che possano creare un partito “diverso dagli altri” e il “pacchetto” di chi ha fiducia nei due è consistente: un 22% per Sgarbi e un 17,5% per Tremonti, considerando che il più affidabile in questa graduatoria è Salvini con un modesto 33,6%. 

Dunque si fa sul serio? «Diciamo senz’altro che Rinascimento è una creatura inedita nel panorama politico, sia per i contenuti e le proposte sia perché esteticamente suscita sorpresa e attenzione», risponde il senatore. «Ho intuito quest’opportunità dopo aver visto Sgarbi nel suo spettacolo su Caravaggio: applauditissimo, da una platea gremita di giovani. E ho cominciato a sondarli, con reazioni all’inizio respingenti da entrambi i fronti. Però, trattandosi di due persone di intelligenza superiore, hanno avviato una riflessione anche loro e a giugno hanno iniziato gli incontri».

Dall’idea, al fatto. Alle prossime elezioni, scenderanno in campo con Rinascimento. «Di fronte a tante etichette ormai vuote, come ‘Partito democratico’ o ‘Forza Italia’ il nostro nome ha il segno distintivo di chi affonda le radici in una storia piena di gloria».

Rinascimento si colloca al centro dello schieramento, «ma un centro inteso non come luogo dei vecchi schemi, ma come luogo centrale nella propositività. Veda, il sistema disegnato dalla Consulta fa sparire l’idea maggioritaria della nostra democrazia. Andiamo verso uno schema in cui tutti i partiti esalteranno le proprie proposte e le proprie identità con il corpo elettorale, raccoglieranno i voti e poi si confronteranno in Parlamento e chi avrà più filo da tessere, tesserà. Vogliamo concorrere al governo del Paese in modo innovativo, secondo l’impostazione di Sgarbi, rivoluzionario vero, che considero da questo punto di vista figlio legittimo di Cossiga, di cui Grillo è figlio illegittimo. Ecco: Sgarbi è un dopo-Grillo che si richiama autenticamente alle origini della rivoluzione vera che Cossiga cercò di fare da picconatore nel ’90 e nel ’91». E il ruolo di Tremonti? «E’ stato un grandissimo ministro dell’economia italiana, l’ultimo vero ministro dell’economia, direi. Ha fatto cose egregie ed ha idee innovative. E’ una personalità stimatissima nei mondi finanziari che contano. Ama essere chiamato professore. Un grande economista fa il ministro dell’Economia. Sgarbi insiste nell’unire l’economia e i beni culturali, in Italia, sono un tutt’uno…».

Direttore d’orchestra, lui stesso, Paolo Naccarato: «Abbiamo una squadra robusta, capace e impegnata, che consentirà ai due leader di rafforzare la loro intera proposta, a breve esordiremo sul web e ci presenteremo sui territori». Da tener d’occhio, questo Rinascimento.