Sulla testa dello zar Putin dopo il Coronavirus il gasolio

La Russia è pronta ad trovare “soluzioni diplomatiche” per la crisi in Ucraina, ma gli interessi di Mosca non sono negoziabili. Lo ha detto il presidente Vladimir Putin in un video messaggio trasmesso in occasione del ‘Giorno dei difensori della Patria’, festività nazionale in Russia. “Il nostro Paese è sempre pronto al dialogo diretto e onesto, per la ricerca di soluzioni diplomatiche ai problemi più complessi“, ha detto Putin, aggiungendo che “gli interessi della Russia, la sicurezza dei nostri cittadini, per noi non sono negoziabili”.

Stoltenberg: la Russia si prepara a un attacco più vasto

Sulla crisi Ucraina-Russia “vediamo continui preparativi” delle forze russe “per un attacco” al Paese “su scala più larga”. Lo dice il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, in un punto stampa a Bruxelles dopo la decisione della Russia di riconoscere le repubbliche separatiste del Donbass. “Condanniamo l’incursione” delle forze russe, aggiunge, che sono passate “da tentativi coperti all’aperta azione militare”.

Si tratta di una “seria escalation” e di una “flagrante violazione del diritto internazionale”, che “mina l’integrità territoriale” dell’Ucraina e che ha “gravi conseguenze per la sicurezza europea”. La crisi è stata provocata “solo dalla Russia” e “lodiamo l’Ucraina per non aver risposto alle provocazioni”, sottolinea.

La Nato, dice ancora, “si compiace della decisione presa dal governo tedesco di non certificare Nord Stream 2“, il gasdotto transbaltico, già ultimato, che avrebbe dovuto collegare direttamente la Germania alla Russia.

Malgrado “ogni indizio indichi che la Russia continua a preparare un attacco pieno” all’Ucraina, “non è mai troppo tardi per non attaccare. Fate un passo indietro, allentate la morsa, impegnatevi in buona fede in sforzi diplomatici per trovare una soluzione diplomatica”, sottolinea quindi Stoltenberg. La Russia ha sul campo, tra il suo territorio e quello della Bielorussia, oltre “150mila soldati”, con “molte unità dispiegate in formazione da combattimento, pronte a colpire. Abbiamo visto la notte scorsa che ulteriori truppe russe sono entrate ieri nel Donbass, in parti di Donetsk e Luhansk”. Se la Russia “decide di usare ancora una volta la forza contro l’Ucraina, pagherà un prezzo ancora più alto”, conclude.