Ucraina e Moldavia ora si vedono riconosciuto lo status di candidate a entrare nell’Unione Europea, la decisione è stata presa ieri, ma la procedura non è così semplice e immediata. Prima di presentare la candidatura in via ufficiale è necessario che ci siano requisiti senza i quali non si può nemmeno essere presi in considerazione. Il paese candidato deve avere un’economia di mercato funzionante, una democrazia stabile e adottare la legislazione europea.

Come si entra in Europa

Di conseguenza si deve sottoporre la candidatura al consiglio, che gira la questione alla Commissione, che ha il compito di valutare la capacità del paese candidato si soddisfare i criteri di Copenaghen. Dopo il parere  positivo del consiglio si adottare un mandato di negoziazione. I negoziati procedono per settore.

Durante il periodo di pre adesione i paesi beneficeranno di aiuti a livello finanziario.

Nel periodo dei negoziati le commissioni analizzano in dettaglio con i candidati ogni campo politico per determinare come il paese sia sia preparato. Alla fine viene presentato un report alla commissione degli stati membri, in conclusione del quale si fa una raccomandazione alla Commissione di aprire un negoziato diretto o di richiedere particolati condizioni.

Dopo l’inizio dei negoziati il candidato deve adottare posizioni comuni a quelle dell’Unione Europea. Questo comporta una serie di riforme a livello legislativo ed economico, dalle quali dipende la velocità dell’adesione alla Comunità Europea.

I tempi sono spesso dilatati e ci possono volere degli anni. Il caso della Turchia è emblematico. Più volte ha richiesto di entrare in Europa, non venendo accettata.  La prima è stata nel 1997. Eppure negli anni i confini dello Stato Europeo si sono dilatati. Il processo di allargamento ha preso maggiore velocità dopo gli anni 2000. Per i primi 20 anni l’Europa fu a sei nazioni, nei secondi dieci venne portata a 12 e dalla metà degli anni ’80 al 1995 rimase l’Europa dei 12. In meno di 20 anni si è arrivati a 27 stati, ma il Consiglio Europeo  ha chiarito come l’Unione stia per accettare altri membri.

Ucraina e Moldavia le ultime arrivate

I  riflettori erano puntati sull’ingresso dell’Ucraina, della Moldavia e della Georgia, che hanno ottenuto lo status di candidati. Ora la palla passa alla Commissione. La Georgia in realtà sub condicione, perché deve ancora affrontare le priorità  specificate nel parere della Commissione.  Ai paesi dei Balcani Occidentali è stato invece chiesta l’accelerazione del processo di adesione. Altro punto all’ordine del giorno sono le discussioni tra la Bulgaria e la Macedonia Settentrionale, che dovranno essere risolte in modo rapido per avviare i negoziati.  Il Consiglio Europeo, inoltre, ribadisce l’urgenza di compiere progressi tangibili nella risoluzione delle controversie bilaterali e regionali in sospeso, in particolare il dialogo Belgrado-Pristina sulla normalizzazione delle relazioni tra Serbia e Kosovo.
Il Consiglio europeo accoglie con favore l’accordo politico raggiunto il 12 giugno 2022 dai leader della Bosnia-Erzegovina a Bruxelles, concedendo lo status di paese candidato. Infine approva la proposta della Commissione che la Croazia adotti l’euro il 1° gennaio 2023.