Il calendario delle vacanze in Italia sta cambiando: il picco estivo non coincide più soltanto con luglio e agosto, perché sempre più viaggiatori scelgono settembre per partire. A spingere il nuovo trend sono temperature più favorevoli, prezzi più accessibili e una crescente varietà di proposte turistiche che consente di distribuire i flussi oltre i mesi tradizionalmente più affollati. Secondo le elaborazioni del Centro Studi di Federturismo Confindustria, il comparto del turismo in Italia continua a beneficiare soprattutto della spinta dei visitatori stranieri. Nei mesi di luglio e agosto le presenze internazionali sono attese in aumento dell’8,3%, confermando il ruolo centrale della domanda estera nella crescita del settore.
Italia sempre più attrattiva per il turismo internazionale
A sostenere il turismo italiano è anche l’incremento dei collegamenti e dell’interesse sui mercati esteri. Le ricerche di voli verso l’Italia risultano in crescita del 26% rispetto all’anno precedente, mentre i posti disponibili sui collegamenti diretti aumentano del 14%, con un ritmo superiore a quello registrato dai principali concorrenti europei.
Anche il periodo di Ferragosto mantiene una forte capacità attrattiva: le ricerche online per viaggi in Italia sono superiori del 17% rispetto all’estate 2025. Un dato che conferma la tenuta della domanda, nonostante il progressivo spostamento delle preferenze verso periodi alternativi all’alta stagione.
Settembre diventa il mese delle nuove vacanze
Saranno circa 16 milioni gli italiani in partenza ad agosto, ma cresce il numero di chi preferisce rinviare il viaggio a settembre. La scelta è legata alla possibilità di trovare maggiore disponibilità nelle strutture ricettive, evitare le località più congestionate e beneficiare di un rapporto qualità-prezzo più conveniente.
Le prenotazioni aeree per settembre segnano infatti un aumento dell’8%, evidenziando come la destagionalizzazione del turismo non sia più soltanto una tendenza temporanea, ma un cambiamento strutturale nelle abitudini dei viaggiatori.
Cambiano le preferenze dei turisti
Le mete balneari restano tra le più richieste dagli italiani, con Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia ai vertici delle preferenze. Sul fronte internazionale continuano ad avere successo le isole greche e le Baleari, mentre il Mar Rosso registra segnali di ripresa. Aumenta anche l’interesse per destinazioni più lontane, con Giappone, Cina e Sud America tra le aree in maggiore crescita.
Parallelamente si rafforza il turismo legato alla montagna: quasi 8 milioni di italiani scelgono località alpine e naturalistiche, con il Trentino-Alto Adige che mantiene il ruolo di destinazione leader grazie alla proposta di esperienze all’aria aperta e a un clima più fresco rispetto alle località costiere.
Prosegue inoltre l’espansione delle crociere, considerate sempre più un’alternativa ai tradizionali pacchetti composti da volo e soggiorno. Oltre il 10% degli operatori del settore segnala infatti un incremento della domanda per questa tipologia di vacanza.
Occupazione alberghiera in crescita nel paese
Sul fronte delle strutture ricettive, le località di mare registrano un tasso di occupazione previsto dell’82%, con punte dell’85% durante il periodo di Ferragosto. Anche le città d’arte confermano il loro appeal: Roma, Napoli e Venezia superano l’80% di occupazione, sostenute soprattutto dai flussi provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Francia e Germania.
Per Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria, i risultati mostrano una fase positiva per l’industria turistica nazionale: «I dati confermano che l’industria del turismo sta vivendo una fase di crescita solida, sostenuta dalla qualità della nostra offerta, dall’allargamento dell’offerta con i nuovi turismi, e da una domanda internazionale sempre più dinamica».
Secondo Caputi, la sfida principale resta quella di consolidare la destagionalizzazione, così da distribuire meglio i flussi turistici e generare effetti economici più duraturi sui territori. Per raggiungere questo obiettivo, aggiunge, saranno necessari investimenti in infrastrutture, collegamenti, digitalizzazione e formazione delle competenze.
















