Impeachment Trump, l'accusa dei democratici: "Ha messo a rischio la nazione"

Un presunto dazio shock del 250% sul salmone norvegese, accuse di brogli olimpici e fondi Nato usati per “truccare” le piste da sci: la miscela è perfetta per diventare virale. E infatti il post rimbalzato su X, attribuito al presidente Usa Donald Trump, ha superato il milione di visualizzazioni. Peccato che sia falso: non esiste alcuna minaccia ufficiale di tariffe contro la Norvegia, né prove di irregolarità legate alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.

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Su Euronews.it si legge che il contenuto, che ha superato il milione di visualizzazioni, si basa su un presunto screenshot attribuito all’account Truth Social di Trump. Nel testo si fa riferimento a una sciolina “classificata” che la squadra norvegese avrebbe utilizzato durante le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, sostenendo che tali vantaggi sarebbero stati finanziati con fondi della NATO. Lo slogan riportato nel post — “Rendi lo sci di nuovo equo” — richiama lo stile comunicativo di Trump, ma il contenuto non è autentico.

Dazi Trump al salmone norvegese, è una fake news

Non risultano dichiarazioni pubblicate da Trump su Truth Social o su altri suoi canali ufficiali in merito a dazi sul salmone norvegese. Allo stesso modo, nessun media internazionale autorevole riporta iniziative commerciali di questo tipo contro Oslo.

Dal punto di vista economico, una tariffa del 250% avrebbe implicazioni rilevanti per il commercio agroalimentare tra Stati Uniti e Norvegia, colpendo un comparto strategico per l’export norvegese. Tuttavia, allo stato attuale, non esistono evidenze di misure o proposte in tal senso.

Scioline e vantaggio competitivo: gli elementi reali

Il post virale – riporta Euronews – costruisce la propria credibilità su elementi tecnici reali legati allo sci d’élite. Nelle competizioni internazionali, fattori come la struttura della base dello sci e la sciolinatura possono incidere sulle prestazioni, soprattutto in gare decise da margini minimi.

Negli ultimi anni, il divieto delle scioline fluorurate — introdotto per ragioni ambientali e sanitarie — ha spinto le squadre nazionali a investire in ricerca e sviluppo per trovare alternative efficaci. Le soluzioni tecniche adottate vengono spesso mantenute riservate per preservare un vantaggio competitivo.

Tuttavia, non risulta che atleti norvegesi siano stati squalificati per utilizzo di sostanze vietate nell’attuale stagione olimpica. Diverso il caso di due sciatrici sudcoreane, escluse da una gara sprint ai Giochi del 2026 dopo che le loro attrezzature sono risultate positive al fluoro.

NATO e finanziamenti sportivi: nessun collegamento

Altra accusa contenuta nel post riguarda un presunto utilizzo di fondi NATO per finanziare il programma sciistico norvegese. Anche questa affermazione è priva di riscontri.

Il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre ha recentemente confermato l’impegno a destinare almeno il 5% del Pil alla difesa. Queste risorse sono allocate per personale militare, armamenti, infrastrutture e sicurezza nazionale, non per attività sportive.

Il programma olimpico norvegese è finanziato attraverso canali separati, legati alla politica sportiva civile. Una quota significativa dei fondi proviene dai proventi del gioco d’azzardo gestiti dall’operatore statale Norsk Tipping, che destina il 64% dei proventi ammissibili a finalità sportive, incluso il sostegno al Comitato Olimpico e Paralimpico norvegese.