La guerra commerciale tra Stati Uniti e Canada entra in una fase più dura. La Casa Bianca ha deciso di ampliare le misure contro Ottawa, introducendo nuovi dazi al 50% su una serie di merci canadesi e preparando, a fine settembre, un vero e proprio blocco delle importazioni per alcune categorie di prodotti. Una nuova escalation che allarga il confronto ben oltre il dossier degli alcolici e punta a colpire diversi comparti industriali, mentre Donald Trump torna ad accusare il Canada di pratiche commerciali discriminatorie nei confronti delle imprese americane.
Dazi al 50% dal 15 settembre
Il primo giro di vite scatterà il 15 settembre. Una proclamazione presidenziale firmata l’8 settembre modifica infatti l’elenco delle merci canadesi assoggettate a un dazio aggiuntivo del 50% ad valorem, che si somma in alcuni casi alle altre tariffe già applicabili. Secondo quanto riportato da Afp, nella lista figurano prodotti che spaziano dai materassi alle imbarcazioni a motore fino alle golf car. La Casa Bianca precisa che la nuova disciplina riguarderà le merci immesse al consumo negli Stati Uniti a partire dalle 00.01, ora della costa orientale.
Dal 29 settembre stop a parte dell’import canadese
La seconda stretta avrà invece effetto dal 29 settembre e sarà ancora più incisiva. Con distinti provvedimenti Washington ha disposto l’esclusione dal mercato americano di determinati alcolici canadesi e di alcuni prodotti del settore lattiero-caseario. Per le bevande interessate non si parlerà quindi più soltanto di una maggiore imposizione doganale, ma di un vero divieto di importazione. La Casa Bianca ha adottato una misura analoga anche per specifiche merci legate al comparto dairy, dopo i dazi introdotti durante l’estate.
Lo scontro su alcolici, latte e accesso al mercato
Alla base dell’offensiva americana c’è l’accusa secondo cui il Canada avrebbe mantenuto condizioni discriminatorie nei confronti delle esportazioni statunitensi. Nei documenti ufficiali Washington sostiene, in particolare, che alcune autorità canadesi abbiano limitato acquisto e distribuzione degli alcolici Usa e mantenuto barriere nel settore lattiero-caseario. La Casa Bianca ricorda inoltre che, dopo una sospensione temporanea di tre giorni concessa in agosto per favorire il negoziato, le tariffe erano tornate operative il 22 agosto dopo il fallimento del tentativo di intesa.
Trump attacca Ottawa e punta sugli appalti pubblici
Sul piano politico Trump ha accompagnato i nuovi provvedimenti con un duro attacco a Ottawa. Il presidente sostiene che il Canada abbia penalizzato per anni agricoltori e imprese americane, contestando anche le regole di accesso agli appalti pubblici canadesi. Da qui l’indicazione alla General Services Administration di intervenire sui contratti quadro federali, che Trump quantifica in oltre 50 miliardi di dollari l’anno, restringendo l’accesso ai prodotti di origine canadese in assenza di quella che la Casa Bianca definisce una piena reciprocità commerciale. La partita si sposta così dai dazi alla più ampia questione dell’accesso ai rispettivi mercati pubblici.
















