La politica commerciale degli Stati Uniti potrebbe entrare in una nuova fase di forte irrigidimento. L’amministrazione guidata da Donald Trump starebbe valutando l’introduzione di una nuova ondata di tariffe doganali nei confronti di decine di Paesi già nei prossimi giorni, una scelta che rischia di riaccendere le tensioni nel commercio internazionale e di alimentare nuove incertezze per imprese, mercati e consumatori. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il piano sarebbe ormai nelle fasi finali di valutazione e potrebbe essere varato entro la settimana.
Una nuova strategia dopo lo stop della Corte Suprema
L’ipotesi allo studio arriva dopo il recente pronunciamento della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha limitato il ricorso ai poteri di emergenza utilizzati dalla Casa Bianca per introdurre precedenti misure tariffarie. Per superare questo ostacolo giuridico, l’amministrazione starebbe valutando un diverso impianto normativo, facendo leva su un’indagine relativa alle presunte pratiche di lavoro forzato nelle catene di approvvigionamento internazionali. Un’impostazione che consentirebbe di giustificare nuovi dazi senza ricorrere agli strumenti precedentemente contestati.
Canada e Brasile nel mirino della Casa Bianca
I primi segnali del cambio di passo sono già arrivati. Trump ha annunciato l’intenzione di imporre una tariffa del 50% su numerose merci provenienti dal Canada, mentre nei giorni scorsi erano già stati introdotti dazi del 25% sulle importazioni dal Brasile. Misure che confermano la volontà della Casa Bianca di rafforzare la pressione commerciale anche nei confronti di partner tradizionali, ampliando il ricorso alle barriere tariffarie come leva negoziale e politica.
I timori degli economisti e il peso sulle elezioni
Dietro la linea dura, tuttavia, emergono anche le preoccupazioni di una parte dell’amministrazione. Diversi consiglieri economici avrebbero espresso riserve sugli effetti che un nuovo aumento dei dazi potrebbe produrre sulla crescita economica, sull’andamento dei prezzi e sulla competitività delle imprese statunitensi. Il rischio è che una nuova escalation commerciale finisca per tradursi in maggiori costi lungo le filiere produttive e in nuove pressioni inflazionistiche proprio mentre il Paese si avvicina alle elezioni di midterm, appuntamento politicamente cruciale per la Casa Bianca.
Mercati in attesa delle decisioni definitive
Nelle prossime ore gli operatori seguiranno con attenzione le decisioni dell’amministrazione americana, chiamata a definire l’entità e l’estensione delle nuove misure. Se confermata, la nuova offensiva tariffaria potrebbe aprire un ulteriore fronte nelle relazioni commerciali internazionali, con possibili ripercussioni sugli scambi globali, sulle strategie delle multinazionali e sull’equilibrio delle catene di fornitura. L’eventuale introduzione dei nuovi dazi rappresenterebbe uno dei passaggi più significativi della politica commerciale statunitense degli ultimi mesi, destinato a influenzare non solo i rapporti con i partner esteri ma anche le prospettive dell’economia mondiale.
















