Per migliaia di lavoratori e studenti lombardi settembre porta con sé non soltanto il ritorno alla routine, ma anche un aumento della spesa necessaria per muoversi. Dal primo settembre il costo del trasporto ferroviario sale lungo quasi tutta la scala tariffaria: pochi centesimi sul singolo viaggio, alcuni euro sugli abbonamenti mensili, decine di euro quando si guarda alla spesa di un intero anno. Per chi utilizza il treno cinque giorni alla settimana, il rincaro diventa così una nuova voce da incorporare nel bilancio familiare, proprio nella stagione in cui ripartono scuole e attività lavorative. La Regione ha fissato per le tariffe ferroviarie STIL un adeguamento del 3,889%.
Un aumento del 3,889% legato anche alla qualità del servizio
La percentuale non nasce da un semplice ritocco lineare dei prezzi. Il meccanismo regionale parte dall’inflazione Istat: tra aprile 2025 e aprile 2026 l’indice Foi generale senza tabacchi è cresciuto del 2,6%, quello relativo ai trasporti del 3,9%, con una media del 3,25%. A questo valore si aggiunge il risultato degli indicatori di qualità, costruiti utilizzando i dati di monitoraggio del servizio e la customer satisfaction: frequenza, puntualità, regolarità e altri parametri concorrono così alla determinazione dell’adeguamento finale. Per il comparto ferroviario il calcolo ha portato il rincaro al 3,889%, mentre per le altre tariffe del trasporto pubblico locale l’adeguamento indicato dalla delibera è dell’1,857%.
Abbonamenti annuali, il rincaro diventa più visibile
È sugli abbonamenti annuali che l’aumento assume la dimensione più immediatamente percepibile. Nella fascia fino a 5 chilometri si passa da 276 a 287 euro, mentre tra 5 e 10 chilometri il costo sale da 353 a 367 euro; fra 10 e 15 chilometri si arriva a 445 euro, contro i precedenti 428. Sulle distanze maggiori il conto cresce: tra 40 e 50 chilometri l’annuale passa da 845 a 877 euro, tra 50 e 60 da 933 a 969 euro. Per chi percorre fra 160 e 180 chilometri il nuovo prezzo raggiunge 1.345 euro, rispetto ai precedenti 1.294: 51 euro in più in dodici mesi.
Mensili e biglietti
Sul mensile gli incrementi in valore assoluto restano contenuti, ma gli arrotondamenti producono variazioni percentuali differenti da fascia a fascia. Fino a 10 chilometri si paga generalmente un euro in più, nelle tratte intermedie l’aumento sale progressivamente fino a quattro euro e oltre i 120 chilometri arriva a cinque euro al mese. Anche il biglietto singolo viene ritoccato: nella fascia tra 15 e 20 chilometri, per esempio, il prezzo passa da 2,70 a 2,90 euro. Sono appena 20 centesimi, ma equivalgono a un aumento del 7,4%, quasi il doppio dell’adeguamento medio ferroviario proprio per l’effetto degli arrotondamenti applicati al nuovo listino.
L’alternativa IVOL diventa competitiva sulle lunghe distanze
Il nuovo equilibrio dei prezzi riapre anche il confronto con Io viaggio ovunque in Lombardia, il titolo integrato che consente di utilizzare treni e trasporto pubblico locale all’interno della regione. Il giornaliero passa da 17,50 a 18 euro, il mensile da 116 a 118 euro e l’annuale da 1.117 a 1.137 euro. Il confronto economico diventa particolarmente significativo sulle percorrenze ferroviarie più lunghe: già nella fascia 90-100 chilometri l’annuale ferroviario costa 1.133 euro, mentre oltre i 100 chilometri supera il prezzo dell’IVOL, che offre inoltre l’accesso alla rete regionale integrata. I nuovi valori dell’IVOL sono stati pubblicati dalla Regione nell’avviso del 26 agosto.
Aumenti diversi da territorio a territorio
Per autobus, tram e servizi extraurbani il quadro è più frammentato. La delibera regionale indica per il Tpl locale un adeguamento dell’1,857%, ma demanda agli enti regolatori la definizione concreta dei nuovi livelli tariffari e consente anche di individuare risorse per coprire in tutto o in parte gli aumenti. Il risultato è una Lombardia a più velocità, dove il costo effettivo dipende dal bacino e dal sistema tariffario utilizzato. Un’eccezione importante riguarda lo Stibm di Milano e Monza Brianza: la Regione ha comunicato che i prezzi dei relativi titoli restano invariati.













