Una procedura più semplice per ottenere il rimborso dei biglietti ferroviari quando ritardi, cancellazioni o coincidenze perse rendono inutile proseguire il viaggio. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha chiuso con impegni l’istruttoria avviata nel dicembre 2025 nei confronti di Trenitalia, rendendo vincolanti una serie di misure destinate a rimuovere gli ostacoli incontrati dai passeggeri. Il procedimento si conclude senza l’accertamento di un’infrazione, ma con obblighi precisi a carico della società ferroviaria.

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Il diritto al rimborso dopo un ritardo prolungato

Al centro dell’istruttoria c’era il diritto del viaggiatore a ottenere il rimborso integrale del biglietto quando rinuncia alla partenza perché è ragionevolmente prevedibile un arrivo a destinazione con almeno 60 minuti di ritardo. La stessa tutela riguarda i casi di soppressione del treno o di perdita di una coincidenza che comprometta la prosecuzione del viaggio. Secondo l’Autorità, le modalità applicate da Trenitalia potevano rendere più difficile l’esercizio concreto di questo diritto.

L’attestazione considerata un ostacolo

Per presentare la domanda, il passeggero doveva ottenere una preventiva attestazione di rinuncia, rivolgendosi al call center o alla biglietteria della stazione nell’imminenza del disservizio. Un adempimento giudicato dall’Antitrust potenzialmente sproporzionato e non previsto dalla disciplina europea sui diritti dei passeggeri ferroviari. Nei momenti di maggiore criticità, tra code, linee telefoniche congestionate e stazioni affollate, questo passaggio burocratico poteva trasformarsi in una barriera all’accesso al rimborso.

Gli impegni assunti da Trenitalia

Trenitalia si è impegnata a eliminare il requisito dell’attestazione per tutte le richieste di rimborso legate alla rinuncia al viaggio e a rafforzare i canali già disponibili per l’invio delle domande. L’obiettivo è rendere la procedura più accessibile anche a distanza e ridurre gli oneri a carico degli utenti coinvolti nei disservizi. La società dovrà inoltre realizzare una pagina informativa dedicata sul proprio sito, con indicazioni operative da consultare in caso di ritardi, cancellazioni o altre criticità della circolazione.

Tre mesi per attuare le misure

Gli impegni sono stati ritenuti idonei a superare le contestazioni iniziali e sono stati resi obbligatori dall’Autorità, pur in assenza di una dichiarazione formale di responsabilità. Trenitalia avrà tre mesi di tempo per comunicare all’Antitrust le iniziative adottate e documentare il rispetto delle misure concordate. La decisione rafforza la centralità della trasparenza verso i viaggiatori e punta a rendere effettivo un diritto economico che, soprattutto nei casi di disservizio prolungato, rischiava di rimanere frenato da procedure complesse.