Traghetti, con l’esempio Grimaldilo Stato ora risparmia 45 milioni

“Il Gruppo Grimaldi ha lottato per anni contro l’insensata elargizione di denaro dei contribuenti a favore di vettori in perdita su rotte perfettamente operabili in assenza di contributi”, esordisce l’editoriale del  magazine “Grimaldi News”, pubblicato ieri: “Mentre le sovvenzioni per servizi economicamente non sostenibili possono essere giustificate in alcuni casi per garantire connessioni marittime indispensabili – prosegue l’articolo – su altre rotte i governi tendono a sperperare soldi sostenendo al tempo stesso operatori dalle prestazioni scadenti. Ciò accade da tempo sulle rotte tra l’Italia continentale e le sue isole maggiori, in particolare la Sardegna, per le quali per lungo tempo sono stati erogati sussidi per oltre €70 milioni l’anno.

Invece di limitarsi a lamentarsi, Il Gruppo Grimaldi ha deciso di avviare servizi commerciali – senza un centesimo di finanziamento dei contribuenti – in concorrenza con vettori sovvenzionati che percorrevano le rotte tra la Sardegna e il Continente e tra Ravenna, Brindisi e Catania.

Con questa impresa siamo riusciti a conquistare rapidamente quote di mercato dei nostri concorrenti. Il mercato ha reagito positivamente a un servizio migliore basato su professionalità e qualità del tonnellaggio.

È con una certa soddisfazione che possiamo ora segnalare che le autorità italiane hanno preso atto di questo successo e hanno deciso di agire di conseguenza. È stato rielaborato il quadro dei sussidi per i servizi insulari e sono stati ridotti gli importi offerti, generando un risparmio annuo di €45 milioni per lo Stato. Oggi i servizi Napoli-Palermo, Ravenna-Brindisi-Catania, Livorno-Cagliari e Genova-Olbia sono operati senza un centesimo di contributi statali. Questo cambiamento non è tanto una mera vittoria per la nostra linea di pensiero, quanto una buona notizia per le comunità coinvolte. I sussidi precedentemente sprecati per vettori in perdita sono ora disponibili per altre cause più meritevoli.

Ancora una volta, vale la pena sottolineare che non siamo contrari per principio a tutti i sussidi. In passato abbiamo sostenuto iniziative come il programma Ecobonus, che ha sovvenzionato direttamente gli utenti del servizio – in questo caso gli autotrasportatori – piuttosto che i fornitori di servizi, i vettori. Tali schemi sono più trasparenti in quanto premiano i vettori più efficienti piuttosto che sostenere società che altrimenti fallirebbero.

Se i governi nazionali sono determinati a continuare con schemi di sussidi diretti, così sia. Sarebbe comunque opportuno coinvolgere gli operatori marittimi nella redazione dei bandi pubblici, andando così incontro alle reali esigenze del mercato.

Nel frattempo, continueremo a fare i compiti a casa per raccogliere i dati necessari per l’ammodernamento del prossimo quadro delle sovvenzioni. Ancora oggi, infatti, alcune prescrizioni delle gare pubbliche riguardanti la frequenza del servizio, l’età e le caratteristiche delle navi impiegate, nonché la velocità del servizio, sono spesso in contraddizione con l’urgente necessità di ridurre le emissioni di CO2 e raggiungere una piena sostenibilità ambientale.

A titolo esemplificativo, sul nostro servizio tra Napoli, Cagliari e Palermo continuiamo a dialogare con le istituzioni nazionali al fine di poter percorrere la tratta in condizioni migliori per l’ambiente. Il contratto attualmente vigente, redatto prima della diffusione del cosiddetto “slow steaming”, prevede un’alta velocità su questa rotta. Riteniamo che si potrebbe operare lo stesso servizio, senza ripercussioni sulla qualità, a velocità inferiori, che consentirebbero alle navi di consumare meno carburante. Tale cambiamento avrebbe un impatto positivo sia sui costi associati al carburante sia, cosa ancora più importante, sulle emissioni di CO2 prodotte sulla rotta. 

Lo slow steaming, ossia la pratica di ridurre la velocità delle navi, è una delle misure a breve termine che molti operatori hanno implementato per ridurre le proprie emissioni di gas serra in attesa che venga impiegata la prossima generazione di combustibili più puliti.

Alla luce della più che giustificata enfasi sulla regolamentazione ambientale, avrebbe senso che le autorità includessero in futuro criteri di efficienza nelle gare pubbliche.