Come ogni marinaio sa, non ci si mette in acqua senza aver prima definito il porto di approdo e la relativa rotta da seguire. Anche anticamente, quando le carte nautiche non esistevano, i marinai sapevano dove andare e si facevano aiutare a tracciare la rotta dalle stelle, non procedevano certo “a naso”. Anche noi, professionisti, manager e imprenditori, dovremmo seguire le orme dei marinai e fermarci a definire gli obiettivi per poi tracciare le rotte da seguire durante la navigazione. Invece dell’acqua avremo un mercato entro cui muoverci; invece delle stelle avremo dati da interpretare, invece delle carte nautiche avremo un business plan e un business model a farci da guida. Ci vuole un progetto, in poche parole. Muoversi a caso, in modo reattivo, senza sapere cosa vogliamo raggiungere e avere un metodo per farlo, una strategia, può essere pericoloso per il proprio business. 

Come Amministratore Delegato di MYPlace Communications e come Direttore Generale Luciana Lauber, abbiamo già tracciato la rotta del 2022 e abbiamo pronte le carte nautiche per navigare in questi dodici mesi al fianco dei clienti. Abbiamo progetti importanti e abbiamo stretto anche partnership importanti, per esempio, con Giuffrè Francis Lefebvre per il percorso di Alta Formazione “Il Futuro dello studio professionale”, con MeliusForm per il Master Specialistico “Il passaggio generazionale in studio e in azienda”, con la Work Academy di Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro per la realizzazione di diversi percorsi specialistici sul marketing, sull’organizzazione e il change management per gli studi professionali, oltre a tutta l’offerta formativa di MYPlace a catalogo. 

Il 2022 appena iniziato sarà un anno di grandi cambiamenti e può essere fonte di grandi soddisfazioni, se lo affronteremo in modo consapevole, progettuale e con l’entusiasmo che deve accompagnare ogni nuovo progetto. Abbiamo davanti dodici mesi di navigazione che ci condurranno verso gli obiettivi che ci siamo posti; in alternativa, avremo tanto mare con onde alte e ci sentiremo spesso in affanno e talvolta sopraffatti. Sta a noi decidere con che approccio vogliamo intraprendere questo viaggio, il timone è nelle nostre mani.

Ma cosa ci dicono le stelle, cosa dobbiamo aspettarci guardando il cielo come facevano gli antichi marinai? Sarà l’anno della ripresa economica, questo è sicuro; sarà l’anno dei forti cambiamenti culturali e sociali conseguenti a due anni di pandemia che ha lasciato il segno (sarebbe meglio parlare di solco). Non si tratta, dunque, solo di cambiamenti tecnologici (IoT, intelligenza artificiale, robotica, automazione, 5G, blockchain, metaverso), ma di cambiamenti nello stile di vita, di lavoro di interazioni sociali.

Il futuro prossimo ci pone davanti sfide ambientali, quindi le tematiche della sostenibilità green, ma anche di qualità di vita con un miglior balance work-life delle persone, che si sono accorte che lavoro e vita privata devono essere in equilibrio e cercano luoghi di lavoro dove realizzare se stessi sia dal punto di vista professionale che umano (sostenibilità work-life); la società richiede che il benessere sia diffuso e non concentrato solo su alcune fasce sociali, per questo alle aziende e ai professionisti verrà richiesta una responsabilità sociale (social responsability) che si manifesta nelle attività pro bono, ma ancor di più nelle attività ad impatto sociale per la ridistribuzione della ricchezza e del sapere (azioni a vantaggio dei giovani, per il reinserimento dei lavoratori, la riqualificazione professionale, il superamento delle differenze di genere, la tutela della maternità).

Sono questi temi attinenti alle politiche di Esg (Environmental, Social and Governance), che saranno centrali nel 2022 per aziende e studi professionali. Alla sostenibilità nelle sue varie sfaccettature si aggiungerà la digital transformation, che comporta un cambio culturale e non solo tecnologico nello svolgimento e nell’organizzazione del lavoro. Smartworking e “liquidità” del lavoro saranno i nuovi parametri con cui misurarsi nei processi organizzativi, dove tempi, luoghi e processi di lavoro saranno da reinventare completamente. Insomma, una gran bella sfida per tutti e una grande occasione, al di là del Pnrr, per essere protagonisti e non spettatori.