La panoramica stampa quotidiana di Economy

“Dad sì o no”. Siamo “da capo a dodici” (mesi fa) e mai frase fu più eloquente. Un anno fa, dopo le vacanze natalizie, il Governo Conte II finì sotto scacco (di Renzi, ma non solo) proprio sulla gestione (disastrosa) delle scuole (ma non solo) e da lì a un mese arrivò Mario Draghi con il suo esecutivo di unità nazionale, a salvare la patria. Adesso, corsi e ricorsi storici, – complice l’apocalisse-Omicron che nessuno, nemmeno il generalissimo Figliuolo è riuscito a prevedere – tocca a Supermario finire sulla graticola per le falle (il dilagare del virus, i No Vax che non si rassegnano, le terapie intensive di nuovo a rischio overbooking, gli ingorghi per i tamponi, il caro-mascherine,) che il sistema di misure antiCovid ha mostrato nell’ultimo sfortunato mese di dicembre. Ma lui, il premier non ci sta e questa sera parlerà alla Nazione per spiegare che no, non è condizionato dalla corsa verso la Presidenza della Repubblica, e che ogni decisione (compresa l’ultima sull’obbligo vaccinale per i lavoratori over 50 che entra in vigore proprio oggi) è «frutto di analisi sui dati scientifici» e «non di compromessi politici». Curiose le reazioni dei giornali, a cominciare dal Giornale di proprietà berlusconiana che (guarda caso?) rivela addirittura che stasera in conferenza stampa Draghi potrebbe annunciare il ritiro dalle elezioni al Colle. Tutti i giornali di centrodestra (tranne Libero) fanno a gara a drammatizzare il rientro a scuola, mentre i quotidiani meno schierati si limitano a parlare di scontro in seno alla maggioranza sulle riaperture in presenza e tra Governo e Regioni. E come al solito i virologi ed esperti si dividono: basta leggere l’abissale differenza di vedute tra il “millennarista” Ricciardi (sul Messaggero) e il “lassista” Abbrignani (su Libero). Preoccupano anche le analisi sul Pnrr che nel 2022 è atteso a raggiungere obiettivi concreti (riforma contro la corruzione e degli appalti) prima di poter incassare le prossime tranche da Bruxelles e i conflitti geopolitici tra la Nato e la Russia sullo sfondo della guerra del gas.

 

Diario CoVid 

“Super Green Pass, oggi parte la stretta con l’obbligo vaccinale per tutti gli over 50. Da oggi per accedere a bar, ristoranti, alberghi, palestre, piscine e mezzi trasporto sia al chiuso che all’aperto servirà il pass forzato, quello che si ottiene con la vaccinazione o la guarigione, stop al pass legato al tampone” (Il Sole-24 Ore). 

“Vaccini anche di notte, prime iniezioni, 69 mila in un giorno, oggi Draghi alle 18 spiega le misure” titola il Corsera che aggiunge: “Scontro sulla riapertura della scuola, lezioni a distanza in molti comuni”. Landini (Cgil) chiede: “Obbligo vaccinale per tutti” e il direttore dell’istituto Mario Negri spiega: “Delta e Omicron, c’è una doppia pandemia”. 

La Repubblica: “Scuole riaperte ma solo a metà, aule chiuse in 1 comune su 8”. Il Ministro Bianchi “prevede assenza di personale” ma il Cts ribadisce il “sì alla ripresa in classe”.

Stesso titolo per il Messaggero (“Scuole, rientro ma non per tutti”) che intervista Walter Ricciardi: “Questa volta hanno ignorato la scienza, si tornerà subito in Dad”. E Caterina Pagliacci in prima sulla Stampa scrive: “Noi insegnanti lasciati nel caos” mentre sui no vax il quotidiano torinese intervista Mariella Enoc (Bambin Gesù) che dice: “Porterei i no vax un giorno in corsia” mentre Andrea Vitali scrive di “Quando il medico rifiuta il vaccino”. 

Il Fatto Quotidiano e i giornali di centrodestra sono quasi tutti contro la riapertura della scuola:

Sferzante il titolo del Fatto sul generale Figliuolo: “Scuola, la resa dopo le balle, test per studenti dei medici. Oggi si riapre nel marasma, mai viste le task force del commissario”.

Anche il Giornale è molto critico: “Scuola e trasporti, si riapre tra rischi paralisi e caos. Prosegue il braccio di ferro tra il governo che non arretra e le Regioni ribelli”.  

Medesima apertura per La Verità (“Scuole e trasporti il giorno del Caos, sono riusciti a far peggio del governo Conte”). 

E pure Il Tempo si aggiunge al coro: “Draghi e Bianchi, due testardi sui banchi”. 

Libero Quotidiano invece apre con un’intervista curiosa a Sergio Abbrignani del Cts che dice candidamente: “Questo CoVid è letale come l’influenza. Tra i vaccinati rischiano solo gli ottantenni già ammalati, basta dare i dati dei positivi, bisogna comunicare i ricoveri, fate i test soltanto se state male, fa bene chi vive libro e bar ristorante”.

Tutta l’economia che serve

La Stampa apre con “Energie e migranti, patto fra Italia e Germania”, intervista al Ministro degli Esteri tedesco Annalena Barboeck a Roma per la sua prima visita ufficiale. Sempre in prima sul quotidiano di Torino Gianni Riotta scrive delle ripercussioni del conflitto kazako: “Bitcoin, mining e gas, Risiko Kazakhstan”. 

Sul Fatto Quotidiano: “Nucleare e gas, il green non c’è: è solo business, l’accordo della commissione europea sulla tassonomia fissa i paletti verdi per l’energia ma in realtà contano soldi geopolitica e ora tocca all’Europarlamento”. Di opinione opposta Davide Tabarelli di Nomisma che su Libero insiste: “Le nostre bollette schizzano perché l’Europa ha scelto così, a noi serve il nucleare”.

Il Sole-24 Ore apre l’edizione del lunedì con “Dal 110% ai mobili, ristrutturazione aiutato dal fisco, la mappa 2022”. 

Dura analisi di Francesco Grillo sul Messaggero sul PNRR: “Occasione sfumata per cambiare il sistema”. In taglio medio sul quotidiano romano anche i trasporti (“Tagli maggiori sulle tratte regionali, sono già 1000 i treni cancellati, il piano delle ferrovie per limitare i disagi”) e acciaio (“L’attività dell’acciaieria è calato del 15%, ma con più positivi sarà dura proseguire, allarme dell’Ad del gruppo Ast Terni Massimiliano Burelli”). 

Su tutti i giornali in prima pagina il dialogo Usa-Russia e i tentativi di mediazione della Nato tra Biden e Putin.

La corsa al Colle

Analisi della Gabanelli sul Corriere: “Poteri e veti del Quirinale: il presidente della Repubblica ha un ruolo che può essere interpretato in modo largo o stretto, più sono inconsistenti i partiti e più i poteri del presidente si estendono”. 

Tanto laconica quanto interessata l’apertura del Giornale sull’ipotesi Quirinale: “Draghi, aria di rinuncia, il premier avrebbe espresso dubbi sull’opportunità di cambiare ruolo in questo momento, già oggi in conferenza l’annuncio?”. 

Il Domani apre con un attacco a Paola Severino definita “l’avvocato che i potenti vorrebbero al Quirinale”. 

Ipse dixit

“Il Colle non mi condiziona, scelte frutto di dati scientifici non di compromessi politici” (Mario Draghi, La Stampa).

Per chi ha tempo (gli editoriali) 

“Uno scontro culturale, così il NYT ha definito l’ondata di proteste contro vaccini e restrizioni che ha investito tutta Europa negli ultimi mesi. Non esiste una cultura no vax. Le motivazioni di chi non vuole vaccinarsi sono disparate, a volta tra loro incompatibili” [“Una nuova stagione populista, le tensioni e i rischi“, Maurizio Ferrera sul Corsera]

“L’Unione Europea ha dato il via libera alla prima tranche, ma i 51 obiettivi raggiunti sono più di natura qualitativa. Pochi i provvedimenti concreti, mancavi misure chiave come snellire gli appalti e contrastare la corruzione”.  [“Pnrr, le riforme restano lontane”, Tito Boeri Roberto PerOtti sulla Repubblica”]

“La fiducia verso l’Unione Europea tra gli italiani ha ripreso a crescere, raggiunto il 44%; il livello più elevato degli ultimi 10 anni” [“Italiani europeisti con riserva”, Ilvo Diamanti su La Repubblica].

“Conferme e smentite, che cosa hanno imparato l’uomo della strada e lo scienziato in due anni di pandemia. La disputa ideologica, la guerra dei No Vax, il tifo sui social, perché le nostre reazioni biologiche culturali, sociali al covid dicono molto sull’animale che è ancora in noi. Abbiamo orientato la nostra risposta al virus in base a categorie morali, in modo da rinforzare a buon mercato l’idea di essere nel giusto e contemporaneamente rimuovere gli scrupoli nel condannare e punire gli altri” [“Il virus, la bestia e la virtù”, Enrico Bucci sul Foglio].