assessore regionale al turismo e al lavoro

«Chiudiamo un biennio in cui cominciamo a vedere i primi segnali di vitalità. Abbiamo dimostrato di saper mantenere le promesse, mettendo in campo moltissimi provvedimenti per far ripartire questa Regione. I liguri lo hanno capito e ci hanno voluto premiare a Genova e alla Spezia, che dopo quarant’anni di fallimentari amministrazioni di sinistra hanno ora dei Sindaci di centrodestra»: Giovanni Toti, governatore della Regione Liguria, ha festeggiato a giugno i suoi primi due anni di presidenza. In quest’intervista ad Economy ne fa un bilancio e traccia le nuove linee d’azione.

Dunque, soddisfatto?

Direi che è un bilancio più che positivo.

Il dato migliore è forse quello della disoccupazione che, nel secondo trimestre del 2017, è scesa dell’1,3% rispetto a un anno fa, mettendo a segno un risultato migliore della media nazionale di 1,6 punti percentuali. Come ci siete riusciti?

Sono risultati incoraggianti ma c’è ancora molto da fare, penso ad esempio al lavoro femminile. Le ragioni sono tutte nelle riforme con cui abbiamo sbloccato la Liguria dopo anni di immobilismo: in questi anni abbiamo cancellato l’Irap alle aziende che aprono, abbiamo applicato la legge urbanistica per rilanciare l’edilizia e abbiamo creato un fondo strategico per aiutare le imprese a insediarsi nel nostro territorio.

Per anni questa ricchezza non era stata sfruttata: basti pensare che la Regione non era presente al Festival di Sanremo

E il turismo?

Il turismo ci ha dato molte soddisfazioni, la Liguria è una delle regioni più belle del mondo, ma per anni questa ricchezza non era stata sfruttata: basti pensare che la Regione non era presente al Festival di Sanremo. Genova e la Liguria sono state protagoniste dell’estate e di Ferragosto, all’insegna del tutto esaurito, grazie anche a iniziative come il Red Carpet. Il marketing territoriale per promuovere la nostra bellissima regione con l’hashtag #lamialiguria, il Patto per lo sviluppo del turismo, strumento per riqualificare la nostra offerta, costruiscono il futuro della nostra economia e nuove opportunità di lavoro.

Obiettivi principali dei prossimi tre anni di mandato?

Sviluppo, crescita e occupazione sono le priorità assolute della nostra Regione come del nostro Paese. L’obiettivo principale della nostra attività amministrativa è proprio l’aumento dell’occupazione, che cercheremo di rafforzare continuando a mettere in campo incentivi per le aziende che investono e rinnovano. Il turismo continuerà ad essere un asset fondamentale, come la formazione. Un’altra priorità è rompere l’isolamento infrastrutturale e logistico della Liguria. Infine vedremo crescere il raccolto di tutto quello che abbiamo seminato in questi due anni, dalla riforma della sanità al Jobs Act.

Occupazione giovanile e femminile. L’ingresso nel mercato del lavoro risulta sempre pieno di ostacoli per questi due target. Come vi state muovendo da questo punto di vista?

La Regione Liguria sta mettendo in campo tutte le risorse disponibili, sia in termini di regia pubblica, sia in termini di risorse economiche, sia in termini di formazione professionale, con una serie di interventi e riforme che iniziano a dare i propri frutti. Abbiamo rivoluzionato le politiche di orientamento collegandole alle esigenze del mondo del lavoro, ricordo fra le tante iniziative le scuole di formazione professionale per i giovani che lavoreranno sulle nuove navi e i bandi sulla Blue Economy.

E dunque?

Gli ultimi dati sono incoraggianti: in Liguria sono calati i Neet (giovani che non studiano, né lavorano), ponendoci su percentuali migliori rispetto alla media nazionale e al Nord Ovest. Su tutto quello che riguarda il mondo del lavoro noi ci siamo perché riteniamo che la prima emergenza nella nostra regione e nel nostro paese sia l’occupazione, in particolare dei giovani.

E INFATTI NEL TURISMO LE ASSUNZIONI CRESCONO: +40%

Nei primi sette mesi dell’anno sono stati registrati 8,9 milioni di turisti (+2,7% rispetto allo stesso periodo del 2016). E sono aumentati anche i contratti di lavoro del 40%. Dal 1° gennaio al 29 agosto del 2017 sono stati 33.776 i lavoratori che hanno stipulato almeno un contratto in ambito turistico, di cui quasi la metà nella ristorazione, il 22% negli alberghi e il 18% nei bar e altri esercizi senza cucina. Nel 2017 si registra una crescita dell’1,6% delle imprese nel settore alloggio e ristorazione, dell’1,8% nel comparto noleggio e agenzie viaggi e del 2,6% nell’ambito delle attività artistiche, sportive e di intrattenimento. «Il turismo porta lavoro e sviluppo – spiega l’assessore al Turismo e al Lavoro Gianni Berrino – solo nel 2016 si è registrato un impatto economico di 5 miliardi e 658 milioni di euro in Liguria.

Ma ciò che dà il polso della ricaduta economica sulle imprese e sul territorio è l’aumento della spesa dei turisti in Liguria: rispetto al 2015, nel 2016 i turisti italiani hanno speso nelle nostre strutture alberghiere il 13,6% in più e gli stranieri il 30,8% in più.

Le ricadute positive sono evidenziate anche nel settore della ristorazione, dove mediamente i turisti spendono 21 euro a testa, quanto nello shopping di prodotti di abbigliamento».

In questi due anni Regione Liguria ha investito oltre 14 milioni in corsi di formazione nel comparto turistico. «I risultati ottenuti – spiega Ilaria Cavo, assessore regionale alla Formazione – ci spingono a proseguire su questa strada e presto dedicheremo un ulteriore bando di almeno tre milioni di euro provenienti dal Fondo Sociale Europeo per le figure turistiche di cui ha bisogno questa regione, sulla base del confronto realizzato con sindacati, con le parti sociali e con i  rappresentanti di tutte le categorie professionali interessate».