Tim

La notizia è arrivata a borse quasi chiuse, ma è stata sufficiente a ribaltare da -6,16 a +1,5 il titolo Tim: l’Ue ha dato l’ok senza condizioni alla cessione della Netco a Kkr. La Commissione ha concluso che l’operazione non solleva problemi di concorrenza nello Spazio economico europeo. La decisione riguarda, nel dettaglio, l’acquisizione da parte di Kkr di NetCo e di FiberCop, una joint venture tra Tim e Kkr che comprende la rete fissa secondaria di Tim. Secondo la Commissione Kkr non avrebbe la capacità di limitare l’accesso alle infrastrutture. Per ciascun prodotto all’ingrosso, il numero di reti disponibili e di fornitori all’ingrosso rimarrà lo stesso e il potere di mercato di NetCo non aumenterà sostanzialmente rispetto a Tim o FiberCop oggi. Gli accordi a lungo termine esistenti con diversi richiedenti l’accesso, tra cui Fastweb e Iliad, stipulati dopo la creazione di FiberCop nel 2021, per la Commissione garantiscono che Kkr non sarà in grado di deteriorare le condizioni per l’accesso all’ingrosso o di interromperlo.

L’operazione, per l’esecutivo Ue, non aumenterà la probabilità di coordinamento tra NetCo e OpenFiber, dato che Fastweb continuerà a esercitare pressione concorrenziale su NetCo e sul suo concorrente Open Fiber. Inoltre, NetCo e Open Fiber continueranno probabilmente a competere, sia per attrarre nuovi clienti sia per stendere la rete in fibra, sia in nuove aree sia in aree reciproche. Kkr e Tim hanno inoltre concordato un accordo quadro, che regolerà il rapporto tra NetCo e Tim dopo la transazione. La Commissione ha ritenuto che l’accordo non sia parte integrante dell’operazione, dato che non dà a Kkr il controllo su NetCo.

 

Una giornata altalenante in Borsa per Tim

Nella giornata di ieri Tim è arrivata anche a -10% a seguito della presentazione dei conti del primo trimestre che comunque risultano in linea con le attese. É arrivata anche la conferma della guidance e l’approvazione da parte delle autorità antitrust della cessione di NetCo.

Come sono i conti di Tim 

«I ricavi totali  – si legge in una nota – ammontano a 3,9 miliardi di euro, in crescita dell’1,2% anno su anno (-1,3% nel domestico a 2,8 miliardi di euro, +8,1% in Brasile a 1,1 miliardi di euro)».  A questo si deve aggiungere che per il sesto trimestre consecutivo è in crescita l’Ebitda, che è pari a 1,5 miliardi di euro con un incremento dell’1,6%. «La dinamica – continua la nota – al 31 marzo è influenzata dalla flessione del mercato (-3,4% rispetto al primo trimestre 2023 che beneficiava per 60 milioni dell’accordo commerciale con Open Fiber nelle aree bianche) e dalla buona performance del Brasile (+11,8%)».

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Il peso dell’indebitamento

Sulla risposta dei mercati pesa senza dubbio anche lo stato dei debiti. «L’Indebitamento Finanziario Netto rettificato After Lease del Gruppo in continuità al 31 marzo 2024 ammonta a 21,4 miliardi di euro, in aumento di 1 miliardo di euro rispetto al 31 dicembre 2023. – spiega la nota – Sull’indebitamento hanno influito una serie di effetti non ricorrenti, fra cui in particolare quelli conseguenti al decreto di sequestro preventivo del GIP presso il Tribunale di Milano emesso lo scorso 28 febbraio per un importo di 249 milioni di euro, di cui è stata disposta la restituzione alla Società lo scorso 24 aprile, successivamente alla chiusura del primo trimestre. Al netto dei citati effetti non ricorrenti, l’andamento dell’indebitamento del Gruppo, che risente di maggiori fabbisogni finanziari e operativi, del pagamento dei dividendi da parte di TIM Brasil e di alcune dinamiche stagionali, è in linea con la guidance per il 2024».