L’Offerta pubblica di acquisto e scambio promossa da Poste Italiane su TIM riceve il sostegno del consiglio di amministrazione della società di telecomunicazioni. Il board ha infatti giudicato il corrispettivo adeguato sotto il profilo finanziario e ha evidenziato come l’operazione risulti allineata alla strategia di sviluppo intrapresa dal gruppo negli ultimi anni. Una valutazione che rappresenta un passaggio chiave nel percorso dell’Opas, mentre TIM sceglie di rimandare la presentazione del nuovo piano industriale fino al completamento dell’operazione.
Il via libera del consiglio di amministrazione
Il cda ha approvato all’unanimità il documento previsto dalla normativa sulle offerte pubbliche, esprimendo una valutazione favorevole sull’iniziativa di Poste Italiane. Secondo il consiglio, l’offerta presenta un valore economico congruo e rispecchia gli obiettivi industriali perseguiti dalla società. Il giudizio tiene conto anche delle analisi elaborate dagli advisor finanziari incaricati di esaminare l’operazione. Fonte: ANSA; TIM.
Come è strutturata l’offerta
La proposta prevede, per ogni azione TIM conferita, un corrispettivo composto da 1,67 euro in contanti e dall’assegnazione di 0,218 azioni ordinarie di nuova emissione di Poste Italiane. Si tratta di un’offerta volontaria totalitaria che punta all’acquisizione del controllo della società, fermo restando che l’esito dipenderà dalle adesioni degli azionisti e dal rispetto delle condizioni previste nel documento di offerta.
Piano industriale rinviato
L’operazione incide anche sull’agenda del gruppo. Il consiglio di amministrazione convocato per il 29 luglio sarà dedicato esclusivamente all’approvazione dei risultati del primo semestre, mentre l’aggiornamento del piano industriale sarà presentato soltanto dopo la conclusione dell’Opas. La decisione consentirà al management di definire le future strategie una volta chiarito il nuovo assetto societario. Fonte: ANSA.
Ora la decisione spetta al mercato
Il parere favorevole del board rappresenta un elemento significativo nel percorso dell’offerta, ma non modifica il ruolo centrale degli azionisti, chiamati a decidere se aderire o meno all’Opas. Dall’esito dell’operazione dipenderanno i futuri equilibri del gruppo e le possibili sinergie industriali tra TIM e Poste Italiane, in un contesto che potrebbe ridisegnare gli assetti del settore delle telecomunicazioni italiano.
















