TIM, SEDE DI ROMA CORSO ITALIA

La  separazione di TIM, tra rete e servizi di telecomunicazione, inizia oggi. La firma dell’atto avverrà presso lo studio del notaio Carlo Marchetti, a Milano. La storica sede di Corso d’Italia a Roma, simbolo del monopolio telefonico italiano, sarà vuota entro l’estate e ospiterà l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale guidata da Bruno Frattasi.

Da oggi, i 20.000 dipendenti dell’ex monopolista lavoreranno per FiberCop, la nuova società nata tre anni fa per gestire la rete secondaria di TIM. FiberCop, con sede legale a Milano e quartier generale a Roma, sarà guidata da Luigi Ferraris e presieduta da Massimo Sarmi.

FiberCop, controllata dall’americana Kkr e partecipata dal Tesoro (fino al 20%) e da F2i (circa 10%), gestirà anche la rete primaria e venderà l’accesso a tutti gli operatori, inclusa TIM. L’obiettivo futuro è la fusione con Open Fiber per creare una rete unica, che potrebbe essere quotata in Borsa, aumentando l’incasso della vendita della rete da 18,8 a 22 miliardi.

TIM manterrà circa 16.500 dipendenti e opererà come società di servizi ai consumatori e alle imprese, controllando anche TIM Brasil. La società conserverà parte dell’infrastruttura, inclusa la dorsale, i data center e la rete mobile. Questa separazione ridurrà il debito da 21,4 miliardi a 7,5 miliardi entro fine anno, con possibili ulteriori riduzioni grazie alla vendita di Sparkle, la società dei cavi sottomarini internazionali.

Pietro Labriola, amministratore delegato di TIM, ha dichiarato che senza la rete, TIM sarà libera di competere. Il futuro di TIM potrebbe includere obiettivi come Iliad o Poste Mobile e acquisizioni nel cloud, nell’Internet delle cose e nella cybersicurezza. Tuttavia, il titolo azionario rimane tra i 22 e i 23 centesimi.

Tra i dipendenti di TIM, c’è un misto di malinconia e speranza. Una dipendente anonima esprime tristezza per la trasformazione dell’azienda, mentre un’altra collega guarda al futuro con entusiasmo, vedendo in FiberCop una nuova opportunità. Cesare De Septis, rappresentante sindacale di Cisal Comunicazione, sottolinea la necessità della separazione per evitare il fallimento e garantire il futuro dell’azienda, evidenziando l’importanza della riduzione dei costi e dell’efficienza.