Tim

Mentre il cda italiano aspetta i rilanci delle due cordate per l’acquisizione della Rete Unica, i conti di Tim sorridono grazie alla controllata brasiliana, che ha chiuso il primo trimestre con ricavi in crescita del 20,2% anno su anno a quota 5,7 miliardi di reais (oltre 1 miliardo di euro). La marginalità è in salita al 46% del fatturato. In progresso anche l’utile, che arriva a 437 milioni di reais (+4,3%). “Abbiamo iniziato il 2023 mantenendo la buona performance degli ultimi anni e rafforzando ancora di più il nostro protagonismo nel settore delle telecomunicazioni”, ha commentato l’AD Alberto Griselli. Già in sede di pubblicazione del bilancio si era visto come la società d’oltreoceano stesse trascinando i risultati.

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Ancora un mese per sciogliere il nodo Netco

Nel weekend, intanto, sono partite le lettere con le risposte formali di Tim alle offerte di Kkr e Cdp-Macquarie, con le motivazioni con le quali le proposte per l’acquisto degli asset di rete del gruppo tlc sono state respinte, ma con alcune differenze. Il fondo americano aveva già manifestato la disponibilità a ritoccare al rialzo la propria valutazione quindi TIm ha scritto a kkr chiedendo di poter vedere l’offerta migliorativa anche alla luce delle considerazioni contenute nella bocciatura della precedente proposta. Nel caso di Cdp Macquarie invece il gruppo guidato da Pietro Labriola, oltre a spiegare le ragioni del rifiuto ha chiesto di capire quali siano le intenzioni per il futuro. Secondo indiscrezioni in questo caso le valutazioni non verranno riviste. Da parte del governo continua a esserci la totale apertura su qualsiasi soluzione per la cessione della rete unica che sta tenendo banco ormai da diversi mesi e dalla quale dipenderà il futuro anche della cablatura dell’Italia con la fibra che passa anche per i fondi del Pnrr.

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