Non era mai successo che un grande giornale italiano facesse i bagagli per una settimana per raccontare il suo Paese ai business man d’Oltreoceano. L’ha fatto Panorama, il settimanale della Mondadori insiem al quale Economy distribuisce in edicola una parte della sua tiratura. Che ha organizzato a Manhattan, ad uso e consumo di tutta la comunità finanziaria americana che fa o vuol fare più business con l’Italia, una specie di caleidoscopica passerella di eccellenze italiane, che meritano ogni riguardo: “This is Italy, parts unknown”. Già, perché questo è il problema: l’Italia è poco conosciuta negli States, al là di spaghetti, pizza e Ferrari. Ed è su questo punto che s’impegna da ormai sette anni Fernando Napolitano, consulente aziendale e businessman, che crea ponti finanziari e culturali tra le imprese innovative italiane e il grande capitale Usa ed ha affiancato Panorama in quest’impegno. Ma soprattutto, è stato su quest’obiettivo che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha fatto voluto giungere alla “carovana” di This is Italy e Panorama il suo saluto, tramite l’ambasciatore Armando Varicchio: “Il valore del prodotto italiano, l’attenzione alla qualità e alla bellezza costituiscono un patrimonio, risultato del nostro lavoro, della nostra storia e della nostra civiltà, che abbiamo il dovere di mettere a frutto”. 

Mattarella: «Il valore del prodotto italiano, l’attenzione a qualità e a bellezza sono un patrimonio da mettere a frutto»

In realtà, in passerella, hanno potuto coabitare realtà geniali nel mettere insieme il piccolo, come la rete d’imprese siciliane agroalimentari come Gustoso con grandi aziende della meccanica più sofisticati come Ducati o Lamborghini, piccole multinazionali tascabili del gusto come Urbani Tartufi e colossi mondiali dell’ingegneria come Salini Impregilo. Stilisti di genio come Gianluca Isaia e imprenditori di genio come Tommaso Dragotto o ancora colossi del trasporto come Grimaldi e gemme dello stile come Vhernier. Ma Giorgio Mulè, direttore di Panorama, non s’è accontentato che i “panel” dei convegni in cui si parlava dell’Italia poco conosciuta fossero di prim’ordine. Ha voluto lasciare un segno nel territorio che ci è proprio e ci viene riconosciuto: l’arte, la musica, il bello. E così, nel bellissimo salone del Guggenheim Museum, e nel suo delizioso auditorium si sono esibiti per gli ospiti i Cameristi della Scala di Milano, per celebrare il 150° anniversario della nascita di Arturo Toscanini, suonando alcune delle aree più celebri di Rossini, Puccini, Verdi cantate dall’ormai mitico tenore italiano, Vittorio Grigolo. Uno spazio di rilievo, infine, per tre Regioni: Lombardia, Umbria, Emilia Romagna, rappresentate dai loro governatori: diverse ma simili per impegno e risultati nell’amministrare.