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Alla faccia del politically correct. Sul fatto che Joe Biden non sia proprio al massimo delle sue facoltà cognitive, possiamo anche essere d’accordo. Ma sbertucciarlo in copertina del settimanale The Economist, una delle icone del politicamente corretto, rappresentandolo sotto forma di un ausilio sanitario, un deambulatore, è un atto di una violenza inaudita, ai confini col “body shaming”.

E non solo contro la figura istituzionale del Presidente degli Stati Uniti, che peraltro non ha alcun deficit fisico, ma anche vero tutta la vasta categoria di chi, invece, qualche problema motorio ce l’ha. È un infelice «largo ai giovani», quello della testata britannica? No, decisamente. È un volgare insulto, e di quelli riusciti male, per di più in una società, quella odierna, che è tutt’altro che «abilista»… quanto lo era invece quella in cui visse – e guidò l’America – Franklin Delano Roosevelt, dalla sua sedia a rotelle.

Neppure alla vigilia delle elezioni del 2001, quando The Economist si schierò apertamente contro Berlusconi con quel «unfit to lead Italy», non osò rappresentarlo in altra forma che non fosse il suo volto. Eppure, di spunti ce ne sarebbero stati parecchi, oh, se ce ne sarebbero stati… E comunque, «unfit» può essere al massimo un paio di scarpe, certo non una figura – piaccia o meno – istituzionale.

E dunque? Questo attacco, anzi – chiamamola col nome corretto – questa offesa, non è certo casuale da parte del The Economist. O meglio: da parte dei Rotschild, che ne detengono il 27%, e della Exor degli Agnelli, seduta sul 43,4% del capitale. Le dinastie della finanza americana che conta, insomma, hanno emesso il loro verdetto: «Biden è esente da colpe per le sue capacità in declino», scrive il settimanale, «ma non per la sua insistenza, supportata dalla sua famiglia, dai suoi alti collaboratori e dall’élite democratica, che sia ancora in grado di svolgere il lavoro più difficile del mondo». E lo invita esplicitamente ad accomodarsi alla porta: «Biden dovrebbe ritirarsi dalla campagna. In questo modo, l’elezione potrebbe rinnovare il corpo politico. La virtù della democrazia è che gli elettori possono scegliere i loro governanti, ma Biden e Trump offrono una scelta tra l’incapace e l’indicibile. Gli americani meritano di meglio». Possiamo anche essere d’accordo, per carità. Ma non sulla violenza gratuita.