Quantcast

BPPB, la banca del territorio che cresce in un mondo di "giganti"

Intervista al Presidente della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Leonardo Patroni Griffi, per parlare delle necessità e delle peculiarità di un istituto di credito diverso dagli altri

Redazione Web
BPPB, la banca del territorio che cresce in un mondo di "giganti"

Una banca del territorio che decide di crescere rilevando 26 sportelli dal gruppo Ubi nell’ambito della riorganizzazione post-fusione con Intesa Sanpaolo: è la Banca Popolare di Puglia e Basilicata, che oggi vale il 5% delle quote di mercato nelle province di Chieti, Matera, Isernia e Vibo Valentia. «Abbiamo incrementato le dimensioni patrimoniali ed operative con un aumento del totale attivo nell'ordine del 20% - spiega a Economy il Presidente di BPPB Leonardo Patroni Griffi – inoltre abbiamo registrato l’incremento della base clienti di 70.000 unità; miglioramento dell'asset quality per effetto dell'acquisizione di un portafoglio impieghi esclusivamente in bonis e della possibilità di utilizzare parte del goodwill negativo per accelerare il de-risking di portafoglio; aumento dell'efficienza operativa grazie all'integrazione di una rete di sportelli senza strutture centrali; conferma della solidità patrimoniale con un CET 1 ratio phased-in pro-forma stimato superiore al 14% nel 2021


Presidente, quale strategia per il consolidamento del numero di sportelli sul territorio?

Abbiamo recentemente concluso un’importante operazione di acquisizione dal Gruppo Intesa San Paolo. Con i nuovi 26 sportelli, in linea con gli obiettivi orientati alla crescita dimensionale, la Banca rafforza la redditività e il miglioramento dell’asset quality, mantenendo al contempo una solida posizione patrimoniale. Tale operazione, oltre a rafforzare la rete distributiva nelle province di Chieti, Matera, Isernia e Vibo Valentia, ha apportato diversi benefici: un incremento di quasi 70mila clienti; un aumento del totale attivo nell’ordine del 20%; un miglioramento dell’asset quality per effetto dell’acquisizione di un portafoglio impieghi esclusivamente in bonis e della possibilità di utilizzare parte del goodwill per accelerare il de-risking di portafoglio; un aumento dell’efficienza operativa grazie all’integrazione di una rete di sportelli senza strutture centrali; una conferma della solidità patrimoniale con un CET 1 ratio phased-in pro-forma stimato superiore al 14% nel 2021. Siamo una Banca del territorio e per il territorio soprattutto in termini di iniziative sociali, culturali e di sviluppo ambientale e non solo in termini di intermediazione finanziaria. Concetto cardine rimarcato con questa operazione di acquisizione.


La vostra vocazione di banca radicata sul territorio come si sostanzia per quanto riguarda modelli di business, rapporti con la clientela, sviluppo di best practice?

Lo ripeto, siamo una Banca del territorio e per il territorio. Questo per noi fa sì che la nostra realtà rappresenti un punto di riferimento per le imprese locali non solo per erogare credito, ma anche per valorizzare altre tematiche importanti quali il sociale, la cultura, la formazione. Aree che le grandi realtà, ovviamente, non possono approfondire su tutto il territorio nazionale. È proprio questo il punto di massima distinzione tra le grandi banche e le realtà locali. È questo il concetto massimo di territorialità per noi: la Banca locale differisce dalle grandi realtà soprattutto quando le cose non sono idilliache, quando cioè iniziano ad arretrarsi dalle periferie preservando la propria area di maggiore interesse e produttività. Le Banche locali, invece, proprio in quel momento non possono e non devono abbandonare la propria comunità.


In questo mondo bancario sempre più "gigante", c'è ancora spazio per realtà più piccole ma non per questo meno competitive?

In un mondo sempre più competitivo, dove il mercato propone diverse alternative, i clienti diventano, gioco forza, il fulcro delle attenzioni di qualsiasi business, anche di quello bancario. Per questo uno dei nostri punti di forza come BPPB, insieme alla velocità delle risposte date ai clienti, è la particolare attenzione che viene riservata alla relazione: il cliente non va semplicemente raggiunto con un prodotto o servizio, ma accompagnato e seguito in tutte le sue esigenze, a 360 gradi. Questo è il pilastro della relazione su cui la Banca deve continuare ad assicurare le professionalità.


Che cosa si intende presenza "necessaria" sul territorio e come si sviluppa?

La pandemia ha senza dubbio dato una grande spinta al percorso di digitalizzazione abolendo, talvolta, i riferimenti base della relazione umana. Noi come BPPB, convinti che il rapporto umano sia fondamentale, in questa fase abbiamo dovuto necessariamente modificare il nostro approccio con il cliente, indirizzandolo il più possibile verso l’innovazione e il digitale. Crediamo però, allo stesso tempo, che non si debba eccedere nella digitalizzazione. È notizia di qualche mese fa che una banca nazionale abbia eliminato tutti gli Atm sul territorio preferendo esclusivamente la moneta digitale. Questo è un eccesso di digitalizzazione. Non possiamo arrivare ad una desertificazione degli sportelli bancari. È questo il punto di svolta del settore bancario. La combinazione di questi elementi potrà delineare una nuova fisionomia del settore bancario italiano, portando ad un’accelerazione dei processi di consolidamento e all’ingresso di nuovi operatori altamente specializzati, facendo però attenzione a non eccedere in questa digitalizzazione come detto in premessa.


In che modo il Coronavirus ha impattato sulla vostra ordinaria amministrazione e quali "lezioni" avete appreso che rimarranno con voi anche quando si tornerà alla definitiva normalità?

La pandemia ha causato una crisi a livello mondiale non solo sanitaria, ma anche e soprattutto economica e purtroppo anche il nostro territorio non è stato risparmiato. Siamo sempre vicini al cliente, e in questo contesto lo siamo stati ancora di più, ma in maniera differente rispetto al passato. Abbiamo subito sentito forte il richiamo ad un’assunzione di responsabilità, attivandoci prontamente con iniziative ed interventi a sostegno delle comunità locali. La Banca, nel 2020, ha effettuato donazioni in favore della propria comunità per un valore complessivo di 310 mila euro. Una somma, in parte, destinata all’Ospedale della Murgia «Fabio Perinei» finalizzata a supportare la rianimazione e la terapia intensiva e all’Ente Ecclesiastico Ospedale «Francesco Miulli» di Acquaviva delle Fonti, quale struttura d’eccellenza della Puglia impegnata in prima linea a fronteggiare il coronavirus. Parte anche ad amministrazioni locali pugliesi, Caritas e Comuni, di Altamura, Gravina in Puglia, Bari e Taranto, perché fornissero aiuto repentino a famiglie in difficoltà economica anche sotto forma di buoni spesa. Ci siamo adoperati sin da subito per non far mancare il sostegno economico alle famiglie e alle imprese, assicurando, con le dovute cautele, la continuità dei servizi offerti; abbiamo definito e attivato un catalogo di «misure creditizie» da concedere ai nostri clienti per gestire le situazioni di difficoltà finanziaria, in linea con le previsioni regolamentari. In particolare, abbiamo disposto tutte le misure di moratoria e nuovi finanziamenti a sostegno di famiglie e imprese recependo le principali indicazioni governative, delle associazioni di categoria e misure di sospensione su base volontaria. Inoltre abbiamo sperimentato per la prima volta la modalità di lavoro agile, attuato in turnazione garantendo nel contempo la continuità operativa, i consueti livelli di servizio e la massima attenzione possibile alle indicazioni governative. Una delle lezioni che abbiamo appreso è proprio quella di continuare ad essere vicini a tutta la comunità anche da remoto. Modalità che ha riscontrato ottimi risultati in termini di produttività, e che con molta probabilità rientrerà nel nostro operare quotidiano.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400