La medicina, complice l’ia, e un approccio al paziente sempre più personalizzato, sta cambiando velocemente, aprendo scenari finora impensabili. L’Istituto Auxologico Italiano, fondazione no profit nata nel 1958 e riconosciuta dal 1972 come IRCCS, rappresenta certamente un’eccellenza nella sanità e nella ricerca e l’innovazione scientifica con una rete di 25 strutture tra ospedali, poliambulatori e centri di ricerca dislocati in Lombardia, Piemonte, Lazio e Romania con oltre 3.300 collaboratori tra medici, ricercatori, infermieri, tecnici e personale amministrativo. Economy ha incontrato il presidente Mario Colombo.
Che ruolo occupano oggi l’innovazione e la ricerca in medicina?
Sono il cuore stesso di Auxologico: ogni anno i nostri ricercatori realizzano oltre 300 pubblicazioni scientifiche e sviluppano progetti che spaziano dalla genetica alle neuroscienze, dalla cardiologia alla medicina dell’invecchiamento e alla riabilitazione. L’innovazione riguarda anche l’organizzazione dei percorsi di cura, la digitalizzazione, la telemedicina e l’impiego di tecnologie avanzate per la diagnosi e la riabilitazione. Ho sempre sostenuto che il futuro della sanità dipenda dalla capacità di integrare ricerca, tecnologia e umanizzazione delle cure. Un’integrazione che consente di offrire ai pazienti trattamenti sempre più efficaci e personalizzati.
Un tema importante è quello della longevità.
Una delle grandi sfide del nostro tempo. In Auxologico non la interpretiamo solo come aumento dell’aspettativa di vita, ma come aumento degli anni vissuti in buona salute. Per questo lavoriamo su un concetto di “healthy longevity”, che integra prevenzione, diagnosi precoce, corretti stili di vita e medicina personalizzata. Le nostre attività di ricerca si concentrano da anni sulle patologie croniche legate all’invecchiamento, come quelle cardiovascolari, metaboliche, neurodegenerative e osteoarticolari. Grazie all’approccio multidisciplinare, possiamo valutare la persona nella sua globalità e costruire percorsi personalizzati, mettendo sempre la persona al centro del percorso di cura, che mirano a preservare autonomia, funzionalità e qualità della vita. La filosofia è quella della medicina predittiva e preventiva: intervenire prima che la malattia si manifesti, preservando salute e qualità della vita nel lungo periodo.
Qual è l’elemento distintivo di Auxologico?
Ciò che connota in modo peculiare Auxologico è la sua natura di fondazione, cioè un ente no profit, nato da una idea originale, di carità, di cura e di scienza no profit, del fondatore, mons. Giuseppe Bicchierai, sacerdote ambrosiano di primo piano a cavallo tra la seconda guerra mondiale ed il periodo della ricostruzione. Vi è poi il riconoscimento di Istituto di Ricovero e cura a Carattere Scientifico, ottenuto nel 1972 e successivamente sempre confermato. Fin dalla nascita, nel 1958, la nostra missione è stata erogare prestazioni sanitarie, ma anche trasferire i risultati della ricerca direttamente nella cura dei pazienti. Questo approccio “dal laboratorio al letto del paziente” rappresenta un elemento distintivo rispetto a molte altre realtà sanitarie. La multidisciplinarietà, la forte vocazione accademica e l’attenzione alla persona lungo tutto il ciclo della vita ci consentono di affrontare le patologie più complesse con una visione completa. Ogni anno assistiamo circa 1,3 milioni di persone e sviluppiamo centinaia di progetti scientifici, mantenendo sempre al centro il paziente e i suoi bisogni.
Essere una fondazione no profit cambia il punto di vista.
Sì, perché per noi significa reinvestire le risorse nello sviluppo delle attività assistenziali e di ricerca. Crediamo in una medicina basata sulle evidenze scientifiche, ma anche profondamente umana. Ogni decisione organizzativa e clinica viene orientata dal principio che la qualità della cura dipende da qualità della ricerca e qualità delle relazioni con il paziente. Grande attenzione viene dedicata all’equità di accesso, alla formazione continua dei professionisti e alla collaborazione interdisciplinare. Il nostro modello si fonda su tre pilastri strettamente integrati: ricerca, cura e prevenzione. La ricerca produce conoscenza e innovazione; la cura traduce queste conoscenze in percorsi clinici avanzati; la prevenzione consente di intervenire prima che la malattia si manifesti o evolva. Operiamo sia in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale sia in regime privato, garantendo accessibilità e sostenibilità economica. Al centro di ogni sforzo clinico e scientifico vi è la persona umana, la relazione tra personale sanitario, malato e familiari che è elemento imprescindibile della cura e la personalizzazione/specializzazione del trattamento. La presenza di professionisti provenienti da discipline diverse favorisce un approccio integrato che genera valore clinico e scientifico. Questo modello ci permette di investire continuamente in tecnologie, infrastrutture e capitale umano, mantenendo elevati standard qualitativi nei settori che più ci contraddistinguono: le malattie cardiovascolari, metaboliche, neurologiche, endocrine e dell’invecchiamento.
















