Negli ultimi cinque anni la percentuale di italiani titolari di un prestito personale è aumentata in maniera costante. Soltanto nel 2021 la crescita ha toccato il +40%. Segno che, nonostante la pandemia, la capacità di rimborso da parte dei richiedenti in  questi anni è migliorata decisamente, come si deduce esplicitamente non solo dalle rilevazioni sulla qualità del credito (il tasso di default è repentinamente calato all’1,8% del 2016), ma anche dal calo della rata media rimborsata mensilmente (-12,5% dal 2016) e dal debito residuo per chiudere i chirografari in essere (-6,5% vs 2016). I dati sono quelli della “Mappa del Credito” pubblicata recentemente da Crif.

La digitalizzazione facilita l’erogazione del credito

Per ciò che riguarda il 2022, migliorano le prospettive delle famiglie e cresce la voglia di mettersi alle spalle un biennio di insicurezze. In parallelo aumentano quindi le attese per il settore del credito alle famiglie, che con l’avvento del digitale ha visto una facilitazione dei processi di erogazione del credito in tempo reale e l’aumento  dell’offerta di soluzioni di credito green, sempre più prossime  alla rispondenza dei consumatori. Un comparto, quello del credito alle famiglie, che ha fronteggiato e concretizzato le possibilità superiori rese disponibili dall’idea vincente e ibrida del business (distribuzione “fisica” e “digitale”), e che continua investire sulle tecniche a più elevato  grado di innovazione.

Perché la tecnologia aumenta l’inclusione finanziaria

L’impiego di Big Data, Analytics e Intelligenza Artificiale sta facendo mutare inoltre i processi del settore del credito, rendendo più proficua  la misurazione della solvibilità del richiedente ed espandendo anche l’inclusione finanziaria. Al contempo  le innovazioni tecnologiche permettono agli operatori finanziari  di fornire risposte in tempi rapidi ai clienti, migliorando la user experience e aprendo a nuovi modelli di business.

La svolta “green” della clientela retail

Gli accordi stipulati  a livello  internazionale per la lotta al “climate change” permettono  agli intermediari finanziari di offrire prodotti di “credito green”. E’ un  mercato che si  svilupperà nei prossimi anni  anche alla luce dell’incrementata consapevolezza della clientela retail sull’importanza degli investimenti in efficienza energetica. Consapevolezza che  ha determinato e sosterrà una robusta domanda di investimento per beni “green” da parte di una clientela retail alla ricerca di unità immobiliari efficienti in termini energetici ed  interventi di miglioramento energetico presso la propria abitazione.