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Guido Guidesi Assessore Sviluppo Economico Regione Lombardia

Tavolo Competitività Lombardia a Bruxelles: per la prima volta la Regione Lombardia il sistema economico e produttivo lombardo si sono trovati nella capitale delle istituzioni europee per firmare un documento politico-istituzionale da sottoporre alla Commissione. Il testo contiene proposte relative a 10 tematiche strategiche ed è stato redatto con l’intento di “salvaguardare e rafforzare il territorio lombardo affinché mantenga il proprio ruolo di leadership in un contesto di una competizione sempre più elevata a livello mondiale, in vista dell’insediamento della prossima Commissione Europea”, come affermano i promotori. «Siamo convinti che sia fondamentale essere presenti in questa sorta di “transizione” di Commissione, visto che finalmente l’Europa ha deciso di occuparsi del futuro della sua competitività, anche alla luce del lavoro che sta portando avanti Mario Draghi», ha affermato l’assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.

Tavolo Competitività Lombardia a Bruxelles, Guidesi: ripartire dai territori manifatturieri

«La nostra idea è che l’Europa sarà competitiva se ripartirà dai territori manifatturieri» ha proseguito Guidesi. «Da qui nasce la nuova strategia di creare alleanze, lobby istituzionali, tra territori manifatturieri per influenzare le scelte della prossima Commissione; lo facciamo perché pensiamo che l’uscente Commissione europea abbia preso decisioni surreali causando gravi danni economici alla stessa Europa e non vogliamo commettere l’incredibile errore di coloro i quali continuando a difendere totalmente queste decisioni provocando la fine dell’Europa stessa», ha aggiunto l’assessore, sottolineando che «l’Europa, secondo noi, si salva solo se la prossima Commissione avrà un rapporto diretto con i territori produttivi; per questo il “far squadra” dei territori più produttivi». Le dieci tematiche richiamate nel documento sono: attrazione di investimenti, economia di prossimità e sociale, credito, energia e indipendenza nell’approvvigionamento, filiere ed ecosistemi, manifattura, microimprese, patto di stabilità, piena neutralità tecnologica, politica fiscale. Il documento ha trovato la condivisione del mondo produttivo, imprenditoriale e creditizio.