BANCA CENTRALE EUROPEA FRANCOFORTE SEDE

Cosa farà la Fed? E cosa diranno i componenti del direttivo della Bce e, a ruota, i banchieri centrali dell’Eurozona e del Regno Unito? Quella che ci attende, insomma, sarà una settimana di “azioni” e “reazioni”.

Fed, il presidente Powell parlerà a metà settimana 

Sette giorni di decisioni e di dichiarazioni destinate a condizionare i mercati di mezzo mondo. Dopo il “venerdì nero” che, in chiusura di questa settimana, ha buttato giù i listini in Europa e a Wall Street, sotto l’occhio dei riflettori ci saranno ancora una volta le istituzioni finanziarie.

Negli Stati Uniti, ad esempio, a metà settimana si chiudono i “due giorni” nei quali il direttorio della Federal Reserve si riunirà per decidere sui prossimi rialzi dei tassi d’interesse (ne sono stati annunciati ben otto entro il 2023) e c’è grande trepidazione, da parte degli investitori, per la conferenza stampa nella quale il presidente Jerome Powell annuncerà il piano che è stato deliberato. A ruota della Fed, ci sarà la Boe, la Bank of England, e a seguire toccherà alla Bank of Japan comunicare la propria politica monetaria.

Quando ci sarà il rialzo dei tassi d’interesse nell’UE

Ancora più cruciale lo snodo in area Euro dove ci si sta ancora leccando le ferite dopo il crollo dei mercati seguito all’annuncio del consiglio direttivo della Bce sul prossimo rialzo di 25 punti base dei tassi d’interesse già pianificato per luglio.

Una mossa rispetto alla quale Francoforte non ha previsto in parallelo alcun piano di emergenza per difendere i paesi con debiti più alti come Grecia e Italia ma anche Spagna, Portogallo e Francia e tutelarli dagli attacchi speculativi.

In ambito europeo, com’è noto, sul rigorismo e il rispetto dei parametri di bilancio, c’è una spaccatura evidente tra “falchi” e “colombe” – che il Covid aveva solo momentaneamente messo in secondo piano – fin dai tempi del famoso “whatever it takes” che l’allora governatore Bce Mario Draghi pronunciò ai tempi della crisi del debito sovrano.

Perchè non verranno più acquistati i Titoli di Stato 

Divisioni che torneranno a materializzarsi appunto la prossima settimana quando diversi banchieri centrali dell’Eurozona dovranno dire la loro rispetto all’annuncio che dal 1° luglio non verranno più acquistati titoli degli Stati membri nell’ambito del Quantitative Easing.  

Chissà cosa dirà ad esempio, la tedesca Isabel Schnabel, componente del Comitato esecutivo Bce – e membro di diritto della squadra dei “falchi” Ue – intervenendo martedì sera alla Sorbona di Parigi.

Il giorno dopo toccherà alla presidente Christine Lagarde intervenire alla London School of Economics, giusto due ore dopo le decisioni della Fed,

Inflazione, giovedì arrivano i dati di maggio in Italia

Di sicuro ci sarà da tenere d’occhio con estrema attenzione l’andamento degli spread sui rendimenti tra i titoli obbligazionari italiani e quelli tedeschi. Già venerdì scorso il differenziale tra Btp e omologhi Bund tedeschi ha chiuso con un rialzo di 234 punti e un rendimento volato al 3,85%. Un picco che non di registrava dall’ottobre 2014.

E giovedì arrivano anche i dati Istat sull’inflazione in Italia nel mese di maggio. Giusto per capire che settimana abbiamo davanti (noi e i mercati).