bonus 80 euro
MAURIZIO LEO VICEMINISTRO MEF

Il 2023 è stato l’anno record per il recupero delle tasse non pagate. L’ha dichiarato alla Camera la presidente del consiglio Giorgia Meloni, che ha formulato la cifra di 81 miliardi, ma nel corso degli ultimi anni sul fronte dell’evasione si sono avute novità positive, perché la cifra complessiva evasa è diminuita in modo consistenza. I dati che emergono dalla “Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale è contributiva” sono decisamente confortanti. Nel 2017 il totale delle imposte non pagate era di 89,2 miliardi, scesi a 84,2 nel 2018, a 80,3 nel 2019 , 68,5 nel 2020 e 66,5 nel 2021. Anche se molto è stato fatto viene considerato ancora dall’Europa come un fenomeno endemico. Hanno pesato su queste cifre senza dubbio le abitudini di tutti i governi degli ultimi anni di concedere dei condoni ai contribuenti, fin dai primi anni 2000, quando i governi di centro destra concedevano vere e proprie sanatorie. Il punto è, come chiarito da Mario Draghi, che spesso i condoni sono quelli che permettono all’Agenzia delle Entrate di snellire il proprio lavoro e questo consente di concentrarsi sul recupero di altri arretrati. L’ultimo passaggio è quello del concordato preventivo, del quale ha parlato ieri il viceministro all’economia Maurizio Leo.

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Ridurremo le tasse a chi dichiara più di 50 mila euro

«Siamo pronti a tagliare le tasse a chi dichiarerà redditi superiori ai 50 mila euro -.A dirlo, in un’intervista al Corriere della Sera, è il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. Dopo aver ridotto l’Irpef al ceto medio-basso dobbiamo pensare a quelli con un imponibile oltre 50 mila euro che, tra aliquota del 43% e addizionali, pagano più del 50%. Ridurremo loro l’Irpef in relazione alle risorse disponibili». E alla domanda “dove le troverete?”, il viceministro risponde: «Contiamo sul successo del concordato preventivo biennale, che riguarda oltre 4 milioni di partite Iva e autonomi, ai quali, sulla base delle informazioni in possesso dell’amministrazione e dei dati che verranno immessi nel software che l’Agenzia delle Entrate rilascerà entro il 15 giugno, faremo una proposta sulle imposte sul reddito da pagare nel 2024 e nel 2025. I contribuenti la valuteranno ed entro il 15 ottobre decideranno se accettarla. Chi lo farà non subirà controlli».