pendenze tributarie

Stop ai blitz a sorpresa e senza una motivazione concreta negli studi professionali e nelle aziende. La svolta arriva da un emendamento all’articolo 13 del decreto legge fiscale, a firma del deputato Vito De Palma (Forza Italia), attualmente all’esame della Commissione Finanze della Camera. La misura punta a rafforzare le tutele per i contribuenti e a limitare gli abusi negli accessi da parte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate.

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La misura

La novità normativa nasce in risposta a una recente condanna inflitta all’Italia dalla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, che ha stigmatizzato le ispezioni “a sorpresa” prive di motivazioni chiare e specifiche. Secondo la Corte, tali pratiche violano i diritti fondamentali alla riservatezza e alla tutela della sfera economica del contribuente. L’emendamento introduce così un principio di maggiore trasparenza: nei verbali e negli atti autorizzativi dovranno essere “espressamente e adeguatamente indicate e motivate le circostanze e le condizioni che hanno giustificato l’accesso”. In altre parole, niente più controlli “a strascico” o ispezioni preventive basate su indizi generici.

Rafforzare il principio di proporzionalità

Una norma che, secondo i promotori, servirà a rafforzare il principio di proporzionalità nelle verifiche fiscali, ma che secondo molti osservatori potrebbe complicare ulteriormente l’attività di contrasto all’evasione. Le reazioni, infatti, non si sono fatte attendere. Se da un lato le associazioni di categoria accolgono con favore il tentativo di ridurre il margine di arbitrarietà nei controlli, dall’altro alcune sigle sindacali delle Fiamme Gialle temono un indebolimento dell’efficacia investigativa. La proposta si inserisce in un contesto politico in cui il governo ha già mostrato una certa inclinazione verso un “fisco amico”, come dimostrano le misure contenute nel concordato preventivo biennale, che offre sconti fiscali in cambio di una dichiarazione anticipata delle imposte. Una strategia fiscale che sta dividendo l’opinione pubblica e che riaccende il dibattito sull’equilibrio tra tutela dei diritti individuali e lotta all’evasione.

La norma

Per ora, la norma è ancora in discussione, ma potrebbe rappresentare un cambio di passo significativo nei rapporti tra contribuente e amministrazione fiscale. Una svolta che, se confermata, dovrà essere seguita da una riforma più ampia delle modalità ispettive e dei criteri di selezione dei soggetti da controllare, per evitare che il pendolo oscilli troppo a favore degli evasori.