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Dalla prima rata dell’Imu, ai versamenti Iva e Irpef inizia il mese delle tasse. Sono 141 in tutto le scadenze fiscali previste nel mese di giugno. A effettuare il calcolo è la Cgia, che parla di un vero e proprio ingorgo fiscale. L’ufficio studi di Cgia  ha calcolato che questo mese i contribuenti italiani dovranno assolvere ben 141 scadenze fiscali; di queste, ben 122 (pari all’86,5% del totale) imporranno ai contribuenti di mettere mano al portafoglio.

Un mese pieno di scadenze

«Un calendario fiscale da far tremare i polsi, che solleva ancora una volta un grande problema: in Italia non solo subiamo un prelievo fiscale eccessivo, ma anche le modalità di pagamento delle imposte provocano un costo burocratico che non ha eguali nel resto d’Europa». Nel 2022 , comunque, nonostante la crescita economica dovrebbe attestarsi attorno al 2,5 % il peso del fisco è destinato a diminuire di 0,4 punti percentuali grazie alla riduzione delle imposte e dei contributi decisa dal Governo Draghi. «Se teniamo conto del leggero miglioramento in corso delle principali variabili economiche che si riflette sull’andamento del gettito, secondo il Mef nel 2022 lo Stato dovrebbe incassare quasi 40 miliardi di imposte e contributi in più rispetto al 2021 – annota ancora Cgia che segnala come però -una parte di questo incremento di gettito è sicuramente ascrivibile anche al forte aumento dell’inflazione che, secondo le previsioni, quest’anno dovrebbe oscillare tra il 6 e il 7%».

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Il 7 giugno gli italiani sono “liberi” dalle tasse

Intanto l’Ufficio studi della Cgia ha individuato il 7 giugno come il “giorno di liberazione fiscale” dopo aver suddiviso la stima del Pil nazionale prevista nel 2022 per i 365 giorni dell’anno, ottenendo così un dato medio giornaliero. Successivamente, ha considerato le previsioni di gettito dei contributi previdenziali, delle imposte e delle tasse che i percettori di reddito verseranno quest’anno e sono stati rapportati al Pil giornaliero. Il risultato di questa operazione ha consentito di calcolare il “tax freedom day” dell’anno in corso, che però ha siglato un record storico.  Il 2021 è stato l’anno in cui il tax Freedom Day è arrivato più in ritardo,  visto che la pressione fiscale ha raggiunto il record storico del 43,5% e, di conseguenza, il “giorno di liberazione fiscale” è scoccato l’8 giugno. La Cgia segnala inoltre che questo picco record di pressione fiscale non è ascrivibile ad un aumento del prelievo imposto l’anno scorso a famiglie e imprese, ma alla decisa crescita registrata dal Pil nazionale (oltre il 6,5%) che, dopo la caduta verticale registrata nel 2020 (-9%), ha contribuito ad aumentare notevolmente le entrate.