Tassa extra profitti 25%

L’Agenzia delle Entrate ha fornito degli ulteriori chiarimenti in merito all’importo della tassa sugli extra profitti che dovrà essere versato dalle imprese del settore di produzione e commercializzazione di energia elettrica, gas e prodotti petroliferi. Stando a quanto previsto dal decreto Energia e dalle modifiche offerte dal decreto Aiuti, i soggetti obbligati dovranno pagare un contributo pari al 25% dell’imposto che risulta dal confronto tra le operazioni attive e passive del periodo compreso tra il 1° ottobre 2020 e 30 aprile 2021 e quelle dello stesso periodo dell’anno successivo. Vediamo dunque come funziona la tassa dell’extra profitto e chi deve pagarla.

Tassa extra profitti del 25%

Iniziamo col dire che se nel confronto tra i due saldi precedentemente ricordati lo scostamento è inferiore al 10% o ad un ammontare inferiore a 5 milioni di euro, l’importo non dovrà esser corrisposto. Qualora invece vengano superate tali soglie si dovrà sostenere il pagamento nel rispetto delle scadenze previste, ovvero entro il 30 giugno per il 40% dell’importo complessivo dovuto (acconto) ed entro il 30 novembre per la parte rimanente (saldo) insieme a eventuali interessi e sanzioni.

La risoluzione numero 29 del 2022 dell’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti in merito ai codice tributo per il versamento del contributo. “In considerazione del dato testuale della norma – si legge nel documento – si deve ritenere che il contributo straordinario sia applicabile, al verificarsi degli altri presupposti normativamente previsti, a tutti i soggetti, stabiliti o meno in Italia, che – anche in via residuale, e non solo come attività principale – esercitano nel territorio italiano una o più delle attività sopra richiamate”.

La tassa sugli extra profitti andrà a coprire integralmente i 6,5 miliardi che il decreto aiuti ha previsto per il bonus una tantum di 200 euro per i lavoratori dipendenti, autonomi e i pensionati con reddito inferiore a 35mila euro.