Spread e prezzo del gas

Una “norma antispeculazione”. Anche il Senato, dunque, ha confermato con il voto di giovedì scorso, l’emendamentointrodotto dalla Camera dei deputati che potrebbe ridurre le bollette fino al 40%.

Così si specula oggi sui prezzi del gas in Europa

La novità riguarda le competenze dell’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente, che nel fissare le tariffe per gli utenti potrà fare riferimento non solo al costo di mercato, come è avvenuto finora, ma anche al costo di approvvigionamento della materia prima.

È una novità non di poco conto se si pensa che nel mese di marzo il gas, alla Borsa di Amsterdam, veniva scambiato a 100 euro a megawattora, a fronte dei 60 euro pagati dagli importatori. Stesso speculazione anche per il metano che mentre in Italia risulta importato a 0,60 al metro cubo, alla Borsa olandese viene scambiato a 1,60 euro al metro cubo.

È ormai da un pezzo fuor di dubbio, infatti, che il rincaro delle bollette sia il frutto di dinamiche speculative, tanto da portare lo stesso governo Draghi a segnalarlo e la Procura di Romaad aprire un’indagine. Da qui l’idea del Parlamento di provare a imporre uno stop alla corsa dei prezzi riportando le tariffe al «reale costo di approvvigionamento della materia prima» come indica l’emendamento firmato da Davide Crippa (M5s).

Ecco come verranno fissate le tariffe da domani

A beneficiare della nuova norma “antispeculazione” saranno iclienti del mercato tutelato, ma non solo: anche gli altri potrebbero poi avvantaggiarsene. La novità normativa si collega al decreto Energia varato il 21 marzo, con cui il governo ha imposto alle imprese di trasmettere all’Autorità i contratti di acquisto del gas. Un obbligo che il 6 aprile è stato rispettato, come ha reso noto il presidente dell’Arera, Stefano Besseghini, annunciando di avere «dato inizio ad un’approfondita analisi». L’obiettivo è tagliare le bollette, riducendo lo scarto tra i prezzi pagati dai grossisti e quelli applicati agli utenti finali.

Dal 1995 prezzi legati all’andamento dei mercati

Lo scarto attuale (pari a 1 euro a metro cubo nel caso del gas metano, come abbiamo visto) non si era mai verificato in modo così vistoso dal 1995, anno in cui è stata istituita l’Arera con una legge che prevede la determinazione dei prezzi “in relazione all’andamento del mercato”. In pratica, da allora le tariffe del servizio in tutela sono state finora agganciate alle quotazioni dei contratti “future” negoziati ad Amsterdam. Doveva essere un modo per alleggerire le bollette in tempi di mercato stabile, ma oggi, con le impennate in corso da mesi che stanno generando ampi margini speculativi, il meccanismo si è rivelato controproducente.

Il prossimo passo? Il tetto al gas d’importazione

Lo strumento varato con la conversione del decreto Energia non è il tetto al prezzo di importazione del gas promosso dall’Italia in sede europea su cui sta lavorando la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Ma una misura nazionale che assomiglia molto alla sua anticamera.

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