Il gruppo taiwanese Tcc ha formalizzato il deposito del prospetto per un’offerta pubblica di acquisto (Opa) totalitaria su Nhoa, innovativa azienda italiana nel campo dello stoccaggio di energia rinnovabile. Con ricavi di 270 milioni di euro e una crescita del 58% nel primo trimestre del 2024, Nhoa vanta anche 130 brevetti.

Nhoa, quotata alla Borsa di Parigi, è attualmente nel mirino della Autorité des Marchés Financiers (AMF), l’equivalente francese della Consob. Il deposito del prospetto Opa da parte di Tcc è stato accolto con particolare attenzione da Palazzo Chigi, soprattutto per verificare il rispetto delle clausole stabilite nel 2021 durante l’acquisizione della quota di maggioranza da parte della utility francese Engie. All’epoca, il governo italiano, guidato da Mario Draghi, aveva imposto l’obbligo di notifica in caso di cambiamenti nella governance.

La governance

Carlalberto Guglielminotti, fondatore del gruppo Nhoa, ha visto il suo mandato di amministratore delegato rinnovato solo per un anno, contro i tre anni “canonici”. L’ingresso dei due manager taiwanesi, An-Ping Chang e Yao-Hui Cheng, è stato comunicato al Governo italiano solo dopo la loro nomina, senza alcuna notifica preventiva. Questo ha spinto l’ufficio di Golden power presso Palazzo Chigi a voler fare chiarezza sulla situazione (che la legge conferisce al governo il diritto di bloccare o imporre condizioni su operazioni riguardanti aziende strategiche come quelle del settore energetico.

Tcc ha rassicura il suo impegno per rafforzare la presenza di Nhoa in Italia. Il piano di Tcc prevede di ritirare Nhoa dalla Borsa per sfruttare al massimo il suo potenziale senza le pressioni dei mercati dei capitali. Tuttavia, dal prospetto Opa emerge un modus operandi molto rapido e poco trasparente da parte di Tcc. Le soglie rilevanti superate, che hanno portato Tcc dal 60% di partecipazione acquisita nel 2021 all’88,87% attuale, sono state comunicate in ritardo, solo il 29 maggio 2024.

Inoltre, ci sono sospetti di conflitto d’interessi legati alla decisione di affidarsi a un comunicatore vicino al ministero di Pichetto Fratin, con l’obiettivo di prevenire frizioni con il governo italiano e sostenere le ragioni di Nelson Chang, il magnate taiwanese patron di Tcc, che detiene l’88,8% di Nhoa.

La replica di Tcc

“Tcc Holding Group – si legge in una nota stampa diffusa dalla società – ha trasmesso a febbraio 2024 una notifica volontaria al Mase (Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica) e alla presidenza del Consiglio dei ministri, informando sui nuovi ruoli per i dirigenti. Tcc ha rispettato pienamente la procedura di Golden power stabilita dal Governo italiano e ogni fase del processo è stata svolta seguendo i requisiti stabiliti nel 2021, al momento dell’acquisizione di Engie Eps. Da allora, Tcc ha presentato in modo proattivo una relazione annuale al governo italiano senza ricevere alcuna obiezione”.