Taiwan economia politica

L’attacco della Russia all’Ucraina e la successiva guerra che ne è scaturita hanno riacceso i riflettori anche su un altra area del mondo dove, per caratteristiche geografiche e storiche, si ravvedono delle similitudini. Stiamo parlando di Taiwan, anche conosciuta come la Repubblica di Cina, che proprio con il colosso asiatico confina in una vicinanza che nell’ultimo anno ha visto molto crescere la tensione. I rapporti tra Pechino e Taipei sono andati nel tempo freddandosi e anche lungo questo confine c’è il timore che possa innescarsi un conflitto. Ma come è organizzata Taiwan, su cosa si basa la sua politica e la sua economia?

Taiwan, economia e politica

Taiwan è una repubblica semipresidenziale che vanta ben 23 milioni di abitanti. La sua è un’economia capitalista che si basa su aziende governative privatizzate e che garantisce oggi al paese di essere inserito nel gruppo delle economie avanzate del Fondo monetario internazionale. Da un punto di vista strettamente industriale, Taiwan è il produttore di microchip tecnologicamente più avanzato al mondo e questo aiuta anche a capire le tensioni con Pechino, che ha un fortissimo competitor economico al confine.

La Repubblica di Cina rappresenta anche una delle maggiori piazze affaristiche dell’intera Asia potendo vantare servizi bancari e assicurativi molto avanzati. Questo agevola la cooperazione internazionale di Taiwan che ha avuto negli ultimi anni una crescita costante per quel che riguarda gli investimenti esteri e i dialoghi volti all’integrazione economica.

Oltre alle industrie operanti nelle tecnologie informatiche, Taiwan vanta un ruolo di spicco anche nel settore alimentare – in particolar modo zucchero, olio di semi, conserve di pesce e birra -, tessile, dell’abbigliamento, del tabacco e della carta. Meritano poi particolare menzione anche i comparti siderurgico, metallurgici – rame e alluminio -, meccanico – rivolto soprattutto all’assemblaggio di autoveicoli -, chimico, della gomma e del cemento.

Cè poi il settore primario, con l’agricoltura che è praticabile su buona buona del territorio e mira alla produzione principale di riso, mais, patate, arachidi, canna da zucchero, tè, caffè, tabacco e cotone. Di particolare rilievo anche la pesca, lo sfruttamento forestale del bambù, del cipresso kinoki e della canfora e, in ultimo, le attività estrattive riguardanti carbone, petrolio, gas naturale, argento, oro, zolfo ed amianto. Un paese, Taiwan, che ha dunque una grande densità di distretti industriali che attirano investimenti dall’estero e che gli hanno permesso nel 2021 di raggiungere un Pil nominale di 759 104 milioni di dollari taiwanesi.