credito al consumo

Taglio cuneo fiscale 2025, Sergio Nicoletti Altimari, capo della ricerca economica di Via Nazionale, nell’audizione sul Def ha espresso le perplessità della Banca d’Italia. «Un’ulteriore proroga di natura temporanea degli sgravi contributivi accrescerebbe l’incertezza sull’evoluzione futura dei conti pubblici» che ad oggi non contemplano quella spesa, ha detto Nicoletti Altimari. «D’altra parte, rendere strutturali gli sgravi aprirebbe due questioni rilevanti» ha proseguito il capo della ricerca economica di Via Nazionale. «In primo luogo, verrebbe meno a livello aggregato l’equilibrio tra entrate contributive e uscite per prestazioni che, nel medio periodo, caratterizza il nostro sistema previdenziale e ne rappresenta un punto di forza. In secondo luogo, senza una modifica della struttura degli sgravi, i lavoratori con redditi prossimi alle soglie al di sotto delle quali si matura il beneficio continuerebbero a essere penalizzati da elevate aliquote marginali effettive, con effetti potenzialmente distorsivi dell’offerta di lavoro».

Taglio cuneo fiscale 2025, costa 11 miliardi

Secondo l’Ufficio Parlamentare di Bilancio, la conferma nel 2025 degli sgravi contributivi sotto i 35 mila euro lordi annui costerebbe 11 miliardi. Se venissero finanziati tutti in deficit, sottolinea Bankitalia, «il disavanzo sarebbe superiore rispetto a quello tendenziale descritto nel Def di un punto di Pil all’anno nel triennio 2025-2027, rimanendo al di sopra del 3% del Pil in tutti gli anni del periodo». Ma per l’Istat, come riportato dal Corriere della Sera, il maggior impatto del taglio dei contributi sui consumi delle famiglie e sulla crescita si avrebbe proprio se la misura fosse finanziata interamente in deficit. In quel caso, dice l’Istat, i consumi delle famiglie crescerebbero dello 0,5% e il Pil di 0,2 punti, ma il deficit salirebbe di 11 miliardi. Se il taglio del cuneo fosse finanziato con tagli di spesa il Pil calerebbe di 0,1 punti rispetto al tendenziale, con un leggerissimo miglioramento del deficit, che calerebbe di 600 milioni di euro.