Taglio delle accise proroga

Scatta il taglio delle accise sul gasolio deciso dal Governo per alleggerire il costo dei rifornimenti. Dalla mezzanotte di oggi è entrato in vigore lo sconto che riduce il prezzo del diesel di 17 centesimi al litro, offrendo un risparmio immediato agli automobilisti e alle imprese che utilizzano veicoli alimentati a gasolio. La misura, però, avrà una durata limitata e resterà valida fino al 6 agosto.

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Taglio delle accise sul diesel: cosa cambia da oggi

Il provvedimento è contenuto in due decreti pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Il primo, firmato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze insieme al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, introduce un taglio dell’accisa sul gasolio pari a 14 centesimi al litro, a cui si aggiunge la riduzione dell’Iva, portando lo sconto complessivo a circa 17 centesimi al litro.

La misura è entrata in vigore oggi e, inizialmente, coprirà il periodo fino al 29 luglio grazie a uno stanziamento di 20,5 milioni di euro finanziato con l’extragettito Iva registrato nel mese di giugno. Un secondo decreto-legge estende poi il beneficio dal 30 luglio fino al 6 agosto, con risorse complessive pari a circa 105,8 milioni di euro per il 2026.

Quanto si risparmia con il nuovo sconto

Per chi fa rifornimento, il beneficio si traduce in un risparmio diretto alla pompa. Secondo le stime del Codacons, il taglio delle accise consentirà di risparmiare circa 8,5 euro su un pieno.

Nonostante la riduzione, il prezzo del diesel potrebbe comunque restare superiore alla soglia psicologica dei 2 euro al litro. Attualmente il gasolio self-service sulla rete stradale si attesta intorno a 2,185 euro al litro, mentre la benzina costa circa 1,982 euro al litro. L’andamento dei prezzi resta comunque fortemente influenzato dalle tensioni geopolitiche e dall’evoluzione del mercato petrolifero internazionale.

Perché il Governo ha ridotto solo le accise sul gasolio

La scelta dell’Esecutivo riguarda esclusivamente il diesel e non la benzina. Il motivo è che nelle ultime settimane il gasolio è diventato più caro della benzina, invertendo una dinamica storica che vedeva il diesel generalmente meno costoso grazie a un’accisa più bassa, introdotta negli anni per sostenere il settore dell’autotrasporto.

Con l’ultima legge di Bilancio il Governo ha avviato un graduale riallineamento delle accise tra i due carburanti, ritenendo l’agevolazione sul diesel un sussidio ambientalmente dannoso. Tuttavia, i recenti rincari provocati dalle tensioni internazionali, in particolare dalla crisi in Medio Oriente, hanno colpito maggiormente il gasolio, più utilizzato per il trasporto merci e quindi più esposto agli aumenti della domanda.

Come viene finanziato il taglio delle accise

Per sostenere il costo dell’intervento fino al 6 agosto sono necessari circa 125 milioni di euro. Le risorse arriveranno dall’aumento del gettito Iva derivante dai rincari dei carburanti registrati nei mesi scorsi, dai proventi delle sanzioni comminate dall’Autorità Antitrust e dal Fondo per gli interventi strutturali di politica economica.

Il taglio delle accise rappresenta quindi una misura straordinaria, finanziata con risorse già disponibili, senza incidere direttamente sulla fiscalità generale.

Cosa succede dopo il 6 agosto

La riduzione attualmente prevista terminerà il 6 agosto, ma il Governo non esclude ulteriori interventi. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha infatti annunciato che all’inizio di agosto sarà valutato l’utilizzo del meccanismo delle cosiddette “accise mobili”. Si tratta di un sistema che consente di ridurre automaticamente la tassazione sui carburanti utilizzando il maggiore gettito Iva generato dall’aumento del prezzo del petrolio.

A differenza dell’attuale taglio straordinario, che richiede specifiche coperture finanziarie, le accise mobili si autofinanziano grazie alle maggiori entrate fiscali. Lo svantaggio è che il loro effetto può essere calcolato solo a posteriori e lo sconto risulta generalmente più contenuto.

Secondo alcune stime, il meccanismo delle accise mobili potrebbe garantire una riduzione compresa tra 7 e 10 centesimi al litro, offrendo un sostegno meno incisivo ma potenzialmente più sostenibile nel tempo in caso di nuovi rialzi dei prezzi dei carburanti.