Superbonus

Un piccolo spiraglio rimane aperto per tutte quelle famiglie e imprese che sperano in una proroga del Superbonus. E per una proroga in Italia non c’è nulla di meglio che il decreto “Milleproroghe” quello che alla fine dell’anno sistema tutti i conti che sono stati lasciati in sospeso. Già nei giorni scorsi il ministro degli esteri Antonio Tajani aveva lasciato intendere che ci potesse essere una possibilità su questo versante. Anche perché la scadenza dell’agevolazione al 90 e al 110% al 31 dicembre potrebbe dare adito a una serie di ricorsi.Non ci sarà la proroga, ma neppure un intervento non oneroso, come le norme anticontenzioso chieste dal Consiglio nazionale dei commercialisti o il salvagente per le spese 2023, al quale aveva lavorato uno dei relatori al Ddl di Bilancio, Guido Quintino Liris (Fdi).

Ancora una speranza per la proroga del Superbonus

Il pressing nella maggioranza sulla proroga per il Superbonus starebbe facendo proseliti. Si è prospettata quindi la possibilità di un intervento sul filo di lana, per evitare il blocco di altri cantieri. «Forza Italia ha ripetuto anche ieri il presidente dei deputati azzurri, Paolo Barelli contrasta con determinazione chi ha abusato e truffato lo Stato, ma tanti cittadini e aziende perbene devono poter completare i lavori e ottenere una proroga». Per portare a termine in maniera ordinata le opere già avviate la richiesta, che sta rimbalzando in queste ore da più parti, è di un mini rinvio di tre mesi per i cantieri che abbiano raggiunto almeno il 70% di avanzamento. Si sta diffondendo l’idea di lavorare sull’ipotesi di un Sal straordinario a fine 2023, che consenta di massimizzare le spese conteggiate sull’anno in corso, per ridurre al minimo l’impatto dell’aliquota di agevolazione meno conveniente. All’interno delle spese 2023, in base alla sua ipotesi, sarebbero conteggiate tutte le fatture inviate allo Sdi entro il termine del 12 gennaio.

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