Superbonus

Il Superbonus potrebbe essere la pietra sulla quale inciamperà il governo. Questa volta il problema non arriva dalla Lega, ma da Forza Italia, che si è fatta portatrice delle istanze dei molti contrari all’idea di spalmare i crediti su dieci anni.  «Sul Superbonus credo che saranno presentati degli emendamenti al Senato – ha dichiarato il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Paolo Barelli, arrivando all’evento di apertura della campagna elettorale per le Europee, al Salone delle Fontane di Roma. – Secondo noi non vanno bene norme retroattive». Ha poi continuato spiegando: «Anche sulla Sugar tax c’è una presa di posizione da parte della maggioranza, con un ordine del giorno approvato dalla maggioranza durante la legge di bilancio che chiedeva all’unanimità parere favorevole del governo alla proroga della Sugar tax. Alla Plastic tax è stata data la proroga, non si capisce perché alla Sugar tax no». Ma il Superbonus sembra essere la vera nota dolente e lo spalma crediti ha provocato una vera e propria levata di scudi tra le aziende del settore dell’edilizia, ma non solo. Anche l’economia green non vede di buon’occhio l’ennesimo cambio in corsa del governo. Vito Zongoli ad. Senec Italia azienda leader sistemi di accumulo e per il fotovoltaico è uno dei molti imprenditori che oggi si interrogano sul futuro del proprio settore.  

LEGGI ANCHE: Superbonus e Sugar tax, Forza Italia minaccia lo strappo in Commissione

Cosa cambia con lo Spalma crediti per le piccole e medie imprese?

 

«Molte sono già estremamente a rischio. Per fortuna la retroattività si è fermata al 2024 cioè a quei crediti che sono stati generati quest’anno. Ma per molti è comunque un problema. Ad esempio le aziende che hanno fatto preventivi a condomini e a realtà che avrebbero beneficiato del Superbonus sulla base quinquennale e non decennale. Se devo vendere un credito decennale  oggi viaggiamo su costi che si aggirano attorno al 40%.  Significa aggiungere un 20/25% di costi a un’azienda. L’assurdità sta nel fatto che il beneficiario continua a trarre vantaggio, chi ne paga le conseguenze sono le aziende e le banche. La banca ha le spalle larghe, ma chi ha comprato crediti generati nel 2024 rischia davvero di andare in crisi». 

 

Gli italiani saranno diffidenti in futuro verso altre misure green? 

 

«Già nel 2016 con gli incentivi del fotovoltaico ci furono un sacco di problemi dopo gli incentivi. Succederà la stessa cosa in ambito residenziale. Provate a pensare a tutti quei condomini tra assemblee e discussioni si sono decisi a fare il cappotto. Proviamo a pensare a quei condomini che nel 50% dei casi finiranno in tribunale. Non ci sarà più credibilità al governo. La gente non crederà più agli interventi per fare interventi di detrazione. Noi incontriamo ogni giorno clienti che si erano fidati delle manovre governative e oggi si trovano a fare pagare i propri clienti. Ora c’è la tematica sulle case green che tra due anni arriverà sulle nostre tavole. Rischia di essere un’arma a doppio taglio. In Germania hanno fatto normative che hanno incoraggiato la crescita. In Italia no».