E’ nata una “community” che riunisce circa 5000 soggetti – semplici cittadini proprietari di casa, professionisti, imprese edili – che per colpa di due governi, il governo Conte 2 e il governo Draghi – rischiano di finire gambe all’aria sul superbonus per l’adeguamento energetico o sismico dei propri edifici, quello che rimborsa anzi sconta in fattura il 110% dell’importo dei lavori. La community si chiama “Cande”, un acronomico che vuol dire “Class action nazionale dell’edilizia” e sta cercando di dare ordine e compattezza alla rivendicazioni dei bidonati o dei “bidonandi”.

Le responsabilità del maxi-pasticcio

La coordina Giampaolo Ferradini, in modalità apolitica ma con idee molto chiare. Anche sulle responsabilità di quei molti ai quali ha alluso il premier Draghi nel suo discorso di dimissioni, buona parte dei quali l’ex banchiere dovrebbe cercare nella cerchia dei propri collaboratori più stretti.

Dal febbraio al luglio del 2021, sottolinea Ferradini, e cioè fino all’approvazione del decreto semplificazioni voluto dal governo Draghi, “nessuno riusciva a muovere un mattone. Ci volevano autorizzazioni difficilissime da acquisire – ricostruisce Ferradini – Le amministrazioni locali davano i documento dopo mesi dalle domande. Il governo Draghi ha liberalizzato, e poi ha iniziato a lamentarsi che la norma era stata fatta male. Ma da chi se non da lui? In realtà, il superbonus del 110% è stato fatto benissimo. I lavori sono 37 miliardi, a fronte di  appena 150 milioni di frodi”.

Il 110% colpevole solo di 150 milioni

Già: la cifra sventolata dal ministro dell’Economia uscente, Daniele Franco, è stata spaventosamente alta, 6 miliardi di euro, tanto da fargli parlare di “più grave truffa della storia repubblicana”. Ma lo stesso giorno del j’accuse di Franco, l’Agenzia delle Entrate specificò che il 45% di frodi proveniva dal bonus facciate, un altro 45% dal bonus normale (quello al 50%), un 7% dal sisma bonus e solo il 3% dal superbonus. Dunque un capro espiatorio, questo del superbonus, che invece – come ha documentato un centro di ricerche non certo sospettabile di simpatie grilline come Nomisma – l’effetto indotto sul Pil italiano ha superato i 120 miliardi, che soltanto di Iva, se la matematica nn è un’opinione, cubano una ventina di miliardi, senza comtare l’Irap e l’Ire delle aziende che lavorando di più pagheranno di più all’erario.

Al prossimo governo la responsabilità

In conclusione: nessun futuro governo sano di mente potrà lasciare ingestito questo pateracchio indecente, e dovranno metterci almeno la classica pezza. Altrimenti, è pronta la community che darà filo da torcere agli “alcuni” che hanno fatto tante scempiaggini, e senza guardare in faccia a nessuno.