Superbonus 110% top del Governo

Il Governo avrebbe deciso per un secco stop al Superbonus 110% per il quale non sarebbe prevista nessuna proroga. A riportare la notizia sono state alcune agenzie stampa al termine della riunione tra i vertici della maggioranza e l’esecutivo. Il motivo dello stop, stando sempre alle indiscrezioni, sarebbe da ricondurre alla mancata copertura economica per un ulteriore rinnovo, con l’unica possibilità d’intervento che sarebbe quindi rivolta al meccanismo della cessione del credito. Cerchiamo dunque di capire cosa sta succedendo sul Superbonus 110% e quali potrebbero essere le implicazioni della mancata proroga.

Superbonus 110% arriva lo stop del Governo

Introdotto dal decreto-legge Rilancio del 19 maggio 2020, il Superbonus 110% rappresenta una misura di incentivazione per chi deve svolgere lavori volti al miglioramento energetico degli immobili. Per questa iniziativa erano stati stanziati 33,3 miliardi di euro fino al 2036, ma, già lo scorso 31 maggio, il valore totale delle detrazioni a carico dello Stato previste a fine lavori era quota 33,7 miliardi di euro.

È proprio questo il motivo che ha spinto, secondo l’Ansa, il ministro dell’Economia Daniele Franco a chiudere su qualsiasi possibilità di rinnovo, dimostrandosi non disponibile ad alcun ulteriore ritocco su questo fronte. La decisione comporta, inevitabilmente, delle grandi problematiche per quel che riguarda i lavori già iniziati e quelli in fase di approvazione, visto e considerato che è ancora possibile presentare la domanda.

Entrando più nello specifico, per ottenere il Superbonus è necessario che il 30% degli interventi previsti sia stato ultimato (ovvero pagato) a 6 mesi dal termine (30 giugno 2023). Si crea però una discrepanza di date, con le imprese edili che non ricevono i fondi e non possono proseguire con i lavori: il progetto in questo modo si ferma e va in crisi. A tal proposito i gruppi parlamentari hanno chiesto più tempo per le villette, per le case popolari e per gli spogliatoi degli impianti sportivi, ma il governo non si è dimostrato disposto ad accontentarli, con l’unica ipotesi al momento percorribile che è quella di estendere il sistema a soggetti che non siano solo le banche, andando comunque ad escludendo comunque le persone fisiche.