Domenica 13 febbraio si è giocato il Super Bowl 2022 al SoFi Stadium di Inglewood in California il più importante evento sportivo e televisivo qui negli Usa, la finale del campionato Nfl che ha visto i Los Angeles Rams trionfare sui Cincinnati Bengals per 23-20.

In termini televisivi Super Bowl Sunday è il programma più visto; in termini alimentari si tratta del weekend dove si mangia di più e si consumano più prodotti  (dopo la festività del Thanksgiving).

Parliamo quindi dell’evento più ambito da parte dei marketers, i professionisti del marketing, perché acquistare uno spazio di advertising significa due cose: a) avere una audience di milioni di spettatori (112,3 milioni nel 2022, +16,5% rispetto al 2021), oltre al pubblico presente allo stadio che ha pagato un biglietto di ingresso che partiva da $6.800 per persona per arrivare a $25.925 e $81.800 per un posto nelle sezioni Vip e b) pagare un prezzo premium per l’airtime, la pubblicità televisiva (quest’anno ben 6,5 milioni di dollari per uno spot di 30 secondi, un milione in più rispetto al tariffario del 2021).

L’advertising si è esteso anche al web e i 5 spot più popolari in YouTube sono stati Amazon, Jeep, Cadillac, Uber Eats e Paramount Plus, tutti molto creativi e con la presenza di testimonials dell’entertaiment.

Immancabili poi i gadgets per il Super Bowl Sunday Party dedicati a chi invece ha guardato il match comodamente da casa tra cui uno scalda hot dogs e la fontana per il formaggio fuso da accompagnare ai tostitos: insomma un indotto da svariate centinaia di milioni di dollari.

Ovviamente uno spazio ambitissimo è quello dello show musicale di metà gara, il famoso Halftime Show, sponsorizzato dal 2012 da Pepsi che ha investito ben 2 miliardi di dollari in 10 anni per questo evento e dove in questo Super Bowl 2022 la visibilità per i brands della multinazionale PepsiCo (tra cui Lay’s e Gatorade) hanno avuto una esposizione in video per 9 minuti e sono stati menzionati nel corso della partita 11 volte. L’Halftime Show è una componente tradizionale per gli eventi sportivi americani con la finalità di intrattenimento durante il break di metà gara e nel tempo è diventato un appuntamento iconico per lo status degli artisti, che nelle edizioni passate hanno visto celebrities del calibro di Micheal Jackson, Beyonce, Bruno Mars, J Lo e Lady Gaga, e che quest’anno ha visto 5 rappers di fama globale in concerto: Snoop Dogg, Eminem, Dr. Dre, Kendrick Lamar, Mary J. Blige e 50 Cent. E la cosa interessante è che i singoli artisti non vengono pagati dagli sponsors bensì sono costi vivi di chi si esibisce e che chiaramente vede la promozione a titolo gratuito come un eccezionale investimento che genera un elevato ritorno in termini di visibilità e incrementata attività su piattaforme quali Spotify (Snoop Dog +270% e Mary J Blige +520%), vendite di cd e downloads digitali…

: “this is the opportunity of a lifetime” come ha dichiarato Eminem e “the financial opportunities the Super Bowl presents are worthwhile” come ha dichiarato Mary J Blige.

Giusto per dare un termine di riferimento, l’investimento medio dei 5 rappers è stato di circa 7 milioni di dollari per la creazione delle rispettive performance.

È ovvio che soltanto un certo tipo di brands puo’ permettersi l’investimento di marketing richiesto per avere visibilità ad eventi di questa portata, ma il Super Bowl insegna una cosa molto importante: il mercato Usa è guidato dal  marketing e negli Usa il marketing è la funzione aziendale cardine, la più importante, per promuovere azienda e prodotto e differenziarsi agli occhi del consumatore e del buyer.

Qui anche una azienda di piccolo-medie dimensioni dedica un budget annuale per le attività di marketing che varia dal 5% al 12% del fatturato annuo a seconda del target di riferimento e dell’obiettivo di business.

E in un mercato come gli Usa, l’utilizzo creativo del marketing in differenti canali fa la differenza, attira interesse, genera new business e crea valore: quindi a tutto marketing!

Mtw Group, società di advisory di international business con sede a Miami in Florida, dal 2005 offre consulenza manageriale strategica per l’internazionalizzazione nel mercato Usa integrata con servizi di Marketing Communication, Brand Marketing, Business Development e Corporate a supporto delle Pmi e delle aziende Mid-Market del Made in Italy che guardano al mercato Usa per la propria crescita ed espansione attraverso piani di internazionalizzazione strutturata come Joint-Venture, M&A, Fdi e Direct Export.antonio@marketingthatworks.us

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