Andrea Podda, ceo e founder Mab & Co., in uno degli eventi formativi organizzati dalla società

Il mondo della comunicazione e del marketing è cambiato molto nell’ultimo decennio, complici digitale e social media, e ogni azienda che vuole rimanere solida sul mercato non può non adeguarsi alla metamorfosi in atto instaurando una nuova relazione con i propri clienti, sempre più alla ricerca di trasparenza, empatia, senso di comunità. Molte imprese, soprattutto le Pmi, non hanno internamente il know-how necessario per fare questo salto di qualità, ecco allora che può rivelarsi fondamentale il supporto di società di consulenza specializzate.

Imprenditori che insegnano ad imprenditori 

Una di queste è Mab & Co. una realtà molto dinamica e multiforme con quartier generale a Cagliari che ha un’ambiziosa mission: «Aiutare una terra magnifica come la Sardegna e le sue aziende a essere d’ispirazione ed esempio da seguire per il resto del mondo», come racconta a Economy il suo ceo e founder, insieme con la moglie Giada Melis, Andrea Podda. Partner della Open Source Management Group, società fondata da Paolo Ruggeri e Andrea Condello che da 25 anni si occupa di aiutare gli imprenditori italiani a far crescere le proprie aziende tramite processi di innovazione e riorganizzazione, la Mab & Co. propone insieme con la consulenza classica aziendale anche una serie di originali soluzioni per un’autentica evoluzione del marketing e della comunicazione. E come ogni processo di innovazione che si rispetti, non si può non partire dalla formazione. È così che è nata Mbs Business school, «la prima scuola per imprenditori dove gli imprenditori insegnano agli altri imprenditori», spiega Podda. «Nata a Bologna dieci anni fa, e importata da noi in Sardegna nel 2019, si distingue in quanto i formatori e i relatori sono persone che quotidianamente vivono le dinamiche aziendali, possono condividere le azioni pratiche che stanno mettendo in atto per far crescere le loro aziende. D’altronde chi meglio di un imprenditore che ha sperimentato sulla propria pelle una particolare situazione problematica può fornire la soluzione più adatta? Raccogliere case history di successo e condividerle fornisce, infatti, spunti e consigli utilissimi da applicare alla propria realtà».

Scegliere i giusti influencer locali per le Pmi locali 

Nella stessa direzione va anche l’innovativo progetto “Influencer Italy”, nato in piena pandemia con l’obiettivo di mettere in collaborazione aziende locali e influencer per scrivere storie di successo con il digitale. «Il rapporto tra Pmi e influencer locali, ossia i micro influencer che, per quanto meno noti dai big influencer (oltre un milione di follower), determinano le scelte d’acquisto in un determinato territorio, può rivelarsi estremamente utile. Il problema è che troppo spesso sia le aziende che gli influencer non sanno come creare una strategia efficace, per cui il tutto si riduce al “ti mando merce in regalo e tu mi fai delle stories”, che non giova a nessuno», sottolinea Podda. «Il risultato è che non ci sono strategia e risultati misurabile della campagna. E neppure alcuna responsabilità verso un risultato di promozione da parte degli influencer, talvolta scelti in modo s-centrato rispetto alle esigenze del brand e senza la certezza che abbiano un reale seguito perché magari hanno semplicemente acquistato follower. Ciò che facciamo è dare agli influencer con la nostra academy le skill per essere abili nel posizionarsi e nel comunicare e creare engagement. Elementi che permettono a loro di essere più professionali, e guadagnare meglio, e alle aziende di avere una programmazione di contenuti continuativa, efficace e misurabile».

Spazio anche alla Generazione Z

Nell’ottica di dare un valore aggiunto alla consulenza aziendale e per fare rete tra realtà imprenditoriali virtuose che possano insegnare qualcosa le une alle altre fungendo da ispirazione reciproca per un miglioramento continuo, la società cagliaritana ha dato vita anche alla Mab Business tv. Un concentrato di storie di imprenditori e aziende di successo, oltre che di atleti che raccontano come hanno costruito le loro imprese umane, sportive e lavorative, e di rubriche dedicate alle offerte di lavoro in Sardegna e ai giovani (con il format “Generazione Z”) e ai loro dubbi sul futuro e su quello che faranno “dopo la scuola”. Con un unico grande obiettivo: condividere conoscenza e know-how per innovare il tessuto imprenditoriale locale e creare un distretto virtuoso per una nuova cultura d’impresa made in Sardegna.