Ve la ricordate la piccola piccante bega della Spigolatrice “sexy”, la statua bronzea collocata sul lungomare di Sapri da qualche mese che raffigura la Spigolatrice di Sapri con una morbidezza di forme, soprattutto posteriori, che suscitò qualche prurito da scandaletto ipocrita presso pochi benpensanti?

Ebbene: la statua è tranquillamente rimasta al suo posto. E il suo autore, lo scultore Emanuele Stifano, artista mite e schivo, paradossalmente proprio in seguito a quell’ondata di polemiche ha visto riconosciuto il lavoro di anni. E’ recente infatti la sua prima esposizione in uno tra i più noti musei italiani, il Mart di Rovereto, in occasione e della mostra “Canova tra innocenza e peccato” a cura di Beatrice Avanzi e Denis Isaia, da un’idea di Vittorio Sgarbi.

Tra le sculture di Canova e di altri artisti contemporanei trova posto la “Logos” di Stifano, opera in marmo di Carrara, ultimata nel 2020. La scultura, finemente lavorata, rappresenta l’inizio di un progetto più ampio, che prevede la realizzazione di tre sculture legate da un unico tema: l’armonia tra l’uomo e l’universo. Nel suo laboratorio, proprio in questi giorni, Stifano sta per dare gli ultimi colpi di scalpello alla seconda scultura, e si accinge a dare forma alla terza. Sono sculture dalle quali emerge tutta la dedizione dell’artista per il marmo, il quale viene trattato con estrema raffinatezza, dando vita a opere profondamente evocative.

“Parlate pure male di me, purchè ne parliate”, diceva Oscar Wilde (o meglio: diceva “anche” Oscar Wilde”, insieme alle altre decine di persone che, a cercare nel web, avrebbero la paternità dello stesso concetto, da Hitler a Craxi). E la battuta si attaglia alla perfezione a Emanuele Stifano, il bravo scultore di Vallo della Lucania autore della fortunata e formosa “Spigolatrice”. Ad maiora: non di sole Spigolatrici vive l’arte, ma di coraggio, dissacrazione e fiducia nel proprio talento