STABILIMENTO STELLANTIS

Per migliorare la redditività, Stellantis sta trasferendo operai italiani nelle sue fabbriche estere. In questa ottica, i lavoratori dello stabilimento di Cassino, in provincia di Frosinone, sono stati invitati a trasferirsi a lavorare in Francia per produrre auto Peugeot.

La strategia di trasferire gli operai italiani all’estero evidenzia le difficoltà della produzione domestica e l’impegno di Stellantis nel mantenere la redditività a livello globale. Con un calo significativo della produzione e dell’occupazione a Cassino, la proposta di trasferimento in Francia rappresenta una soluzione temporanea, ma solleva questioni importanti sul futuro delle fabbriche italiane e sul benessere dei lavoratori.

Crisi a Cassino

La produzione nello stabilimento di Cassino, dove vengono realizzati il SUV Grecale della Maserati, la Giulia e il SUV Stelvio, ha registrato un calo del 40% nel primo quadrimestre dell’anno. La crisi occupazionale è evidente: nel 2017, con i nuovi modelli Alfa sulle linee, i dipendenti erano oltre 4.000. Oggi, dopo varie uscite incentivate e senza nuove assunzioni dal 2018, i lavoratori sono dimezzati. Si lavora su un unico turno giornaliero fino al 31 dicembre 2024.

Proposte di Trasferimento

Agli operai di Cassino è stato proposto di trasferirsi in Francia per periodi da tre settimane a tre mesi, rinnovabili, presso il sito di Sochaux, dove lavoreranno a pieno regime con uno stipendio non decurtato e un bonus di 130 euro al giorno per vitto e alloggio. Sochaux, uno dei siti storici di Stellantis, produce auto a marchio Peugeot. Gli operai interessati sono quelli dei reparti Montaggio e Carrozzeria, mentre per i reparti Presse e Plastica sono stati offerti trasferimenti nei siti italiani di Mirafiori e della Sevel, in Val di Sangro.

Testimonianze dei lavoratori

Giovanni, operaio da alcuni anni a Cassino, ha dichiarato: “Non pensavo di dover andare a lavorare in Francia quando sono stato assunto qui.” Rita, anche lei sulla catena di montaggio, ha aggiunto: “È un’opportunità per chi necessita di un’entrata in più ed anche per dimostrare fedeltà all’azienda.”

Reazioni dindacali

Mirko Marsella, segretario provinciale della Fim-Cisl, ha affermato: “Il problema non sono le trasferte. Anzi, è una soluzione per chi vuole guadagnare di più. È invece preoccupante il continuo ricorso agli ammortizzatori sociali.” Donato Gatti, segretario provinciale della Fiom-Cgil, ha commentato: “Le trasferte in Francia certificano il fatto che per lo stabilimento di Cassino ci sono solo gli annunci, mentre altrove si lavora.”