Stellantis

Non è una semplice girandola di poltrone. Il nuovo assetto annunciato da Stellantis per l’organizzazione Enlarged Europe racconta un pezzo importante della strategia industriale del gruppo e, soprattutto, rende più visibile la direzione indicata dal Piano Fastlane 2030. La multinazionale dell’auto sta ridisegnando la propria struttura europea con un principio sempre più evidente: ridurre la frammentazione, concentrare responsabilità e competenze e affidare a manager e marchi più forti il compito di guidare portafogli più ampi.

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La tornata di nomine segna anche la fine di un’epoca. Dai vertici del gruppo esce infatti Olivier François, 64 anni, uno degli ultimi top manager ad aver attraversato integralmente la stagione di Sergio Marchionne. François lascia la guida di Fiat, incarico assunto nel 2011, e contemporaneamente anche il ruolo di Global Chief Marketing Officer, posizione nella quale ha costruito negli anni una parte rilevante della propria notorietà professionale grazie a campagne e iniziative di comunicazione spesso fuori dagli schemi.

L’uscita, tuttavia, non sarà immediata. François resterà ancora per alcune settimane al fianco di Arnaud Belloni, che arriva da Renault dove ricopriva un incarico globale analogo, e continuerà successivamente a supportare Stellantis nel ruolo di Consigliere Strategico. Una soluzione che conferma il carattere graduale della transizione: più che una rottura con il passato, il gruppo sta costruendo un passaggio ordinato verso una nuova fase.

François lascia Fiat dopo quindici anni

La posizione di Olivier François è particolarmente significativa perché il manager francese è stato per oltre un decennio uno dei volti più riconoscibili di Fiat. La sua nomina alla guida del marchio risale infatti al 2011, molto prima della nascita di Stellantis, quando Fiat era ancora inserita in un diverso perimetro industriale e Sergio Marchionne guidava il gruppo.

In questi anni il ruolo del marketing è cambiato radicalmente, così come il mercato dell’auto e il perimetro stesso della società. Fiat è passata attraverso la trasformazione del gruppo, la fusione tra FCA e PSA e la nascita di Stellantis, mentre il marchio è stato progressivamente inserito in una strategia globale nella quale la gestione dei brand deve confrontarsi con elettrificazione, nuove piattaforme, trasformazione della distribuzione e pressione competitiva internazionale.

Ora il testimone passa ad Arnaud Belloni, al quale viene affidata una responsabilità più ampia. Il manager sarà infatti CEO di Fiat e, contemporaneamente, CEO di Abarth e Lancia. È probabilmente uno dei segnali più chiari della nuova filosofia organizzativa: invece di mantenere strutture separate per ogni marchio, Stellantis concentra sotto una stessa leadership brand che condividono una parte crescente delle esigenze industriali, commerciali e di mercato.

Fiat, Abarth e Lancia sotto una stessa regia

La nomina di Belloni non è quindi soltanto una sostituzione. È un accorpamento di responsabilità che riflette la progressiva integrazione prevista dalla strategia Fastlane 2030. Fiat resta il marchio di maggiore dimensione all’interno di questo perimetro, mentre Abarth e Lancia possono beneficiare di una regia comune capace di mettere in relazione posizionamento, prodotto, marketing e rete commercial . Il passaggio è particolarmente rilevante per Lancia, che negli ultimi anni è stata al centro di un processo di rilancio dopo una lunga fase di ridimensionamento internazionale. Roberta Zerbi, che aveva recentemente assunto la responsabilità del marchio dopo Luca Napolitano, lascia infatti la guida di Lancia per assumere la responsabilità di Customer Journey Excellence e Network Development.

Anche in questo caso il cambio di ruolo racconta una trasformazione più ampia. Stellantis sembra voler spostare una parte dell’attenzione dalla gestione isolata dei singoli marchi alla qualità complessiva dell’esperienza del cliente e all’efficienza della rete. È una scelta che riguarda direttamente il conto economico: nell’industria automobilistica la vendita della vettura è soltanto una parte del rapporto con il cliente, mentre distribuzione, servizi, assistenza e fidelizzazione incidono sempre di più sulla redditività complessiva.

La logica della “somma” degli incarichi

La stessa filosofia compare nelle altre nomine. Gaetano Thorel, già responsabile di Fiat e Abarth per l’Enlarged Europe, assume anche la responsabilità di Lancia nella regione. La logica è quella di concentrare competenze e responsabilità evitando di costruire una struttura manageriale separata per ciascun brand. Una dinamica analoga riguarda il perimetro francese. Xavier Chardon, che mantiene la responsabilità di Citroën, viene nominato anche CEO di DS. Parallelamente Laurent Diot, già responsabile di Citroën Enlarged Europe, assume anche il ruolo di responsabile del brand DS Automobiles Enlarged Europe.

La nuova organizzazione crea dunque una sorta di architettura a livelli: i marchi continuano a conservare la propria identità e il proprio posizionamento, ma la gestione tende a essere concentrata nelle mani di manager che possono governare più brand contemporaneamente. È una scelta che mira a ridurre sovrapposizioni, accelerare le decisioni e utilizzare in modo più efficiente le risorse disponibili.

Jeep fa storia a sé: nasce un presidio europeo dedicato

Il caso di Jeep è invece differente e proprio per questo particolarmente interessante. Stellantis ha deciso di istituire una posizione specifica di Responsabile del marchio Jeep in Europa, affidandola a Xavier Peugeot. La nuova figura riporterà direttamente a Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer della regione Enlarged Europe. La scelta viene motivata con la necessità di mettere a disposizione di Jeep tutti gli strumenti necessari per rispondere in maniera più efficace alle esigenze dei clienti europei e per rafforzare lo sviluppo del marchio nel continente sotto il profilo del prodotto, del marketing e delle vendite.

Non viene quindi applicato lo stesso schema di accorpamento utilizzato per Fiat, Abarth, Lancia, Citroën e DS. Per Jeep Stellantis sceglie piuttosto di aumentare il presidio manageriale locale, riconoscendo al marchio un peso e una specificità tali da richiedere una gestione dedicata.

Fabio Catone viene confermato nel ruolo di responsabile Enlarged Europe dei marchi Jeep, Ram e Dodge e riporterà funzionalmente a Xavier Peugeot. Anche qui il nuovo assetto cerca di mettere ordine tra responsabilità globali e responsabilità regionali, con una catena decisionale più chiara.

Fastlane 2030 cambia il modo di gestire i marchi

Dietro il nuovo organigramma c’è dunque una logica industriale precisa. Il Piano Fastlane 2030 punta a rendere Stellantis più agile e competitiva in una fase nella quale il settore automobilistico europeo è sottoposto contemporaneamente alla pressione dei costruttori cinesi, alla transizione verso l’elettrico, alla trasformazione delle preferenze dei consumatori e alla necessità di mantenere sotto controllo costi e investimenti. La progressiva incorporazione dei brand più specialistici sotto l’ala dei marchi più forti va letta proprio in questo contesto. Il gruppo non rinuncia alle singole identità, che restano fondamentali per la differenziazione commerciale, ma cerca di evitare che ogni marchio debba sostenere autonomamente l’intero peso organizzativo necessario per operare sul mercato.

La parola chiave è quindi integrazione. Un manager può governare più marchi, le competenze possono essere condivise e le funzioni regionali possono essere coordinate in modo più stretto. Il vantaggio atteso è duplice: maggiore velocità decisionale e minori duplicazioni.

La continuità nel passaggio tra manager

L’uscita di François rende inoltre evidente un altro elemento della nuova fase: il rinnovo generazionale e manageriale della multinazionale. Il manager francese rappresentava uno degli ultimi collegamenti diretti con la stagione Marchionne e con la costruzione del percorso che ha portato Fiat dentro FCA e successivamente Stellantis.

Il fatto che François rimanga comunque come Consigliere Strategico permette al gruppo di conservare una parte di quella esperienza senza mantenerla necessariamente all’interno della struttura operativa quotidiana. È una modalità di transizione che riduce il rischio di dispersione del know-how e consente ai nuovi responsabili di assumere progressivamente il controllo. Anche la nuova posizione di Belloni assume quindi un significato che va oltre il semplice cambio al vertice di Fiat. Il manager dovrà guidare contemporaneamente tre marchi e contribuire a una fase nella quale Stellantis deve trovare un equilibrio tra identità locali e dimensione globale.

Il vero obiettivo è semplificare senza indebolire i brand

La scommessa della nuova governance sarà capire se la maggiore concentrazione delle responsabilità riuscirà a produrre efficienza senza impoverire le singole marche. È il punto delicato di qualsiasi strategia di aggregazione: mettere più attività sotto lo stesso manager può ridurre costi e duplicazioni, ma aumenta anche la complessità del ruolo e il rischio che un brand perda attenzione rispetto agli altri.

Il nuovo organigramma racconta così una Stellantis che entra in una fase diversa da quella della nascita del gruppo. Il periodo della costruzione della multinazionale è ormai alle spalle; ora la priorità è far funzionare una macchina industriale enorme con maggiore efficienza, velocità e disciplina. E il cambio dei vertici europei è il primo segnale visibile di questa trasformazione. François, uno degli ultimi protagonisti della stagione Marchionne, resta come consigliere. Belloni prende Fiat, Abarth e Lancia. Chardon concentra Citroën e DS. Thorel amplia il proprio perimetro con Lancia, mentre Diot aggiunge DS alla responsabilità su Citroën. Jeep, invece, ottiene una guida europea dedicata con Xavier Peugeot.