Stellantis: venderemo le auto elettriche con i kW inclusi come gli smartphone con i giga
Gabriele Catacchio, global head communication e-mobility di Stellantis

Al convegno di Economy Sviluppo sostenibile & circular economy. La Mobilità di domani, le opportunità di oggi, all’Auditorium Ferrovie dello Stato Italiane, moderato e introdotto dal direttore di Economy Sergio Luciano, Gabriele Catacchio, global head communication e-mobility di Stellantis, ha descritto la strategia del gruppo in tema di mobilità elettrica. «Puntiamo molto sul futuro elettrico, e l’abbiamo annunciato già 3 anni fa quando eravamo ancora FCA, e parlammo al Capital market day di giugno 2018 dei tre megatrend, molto importanti per la nostra azienda: l’elettrificazione della nostra flotta, la connettività delle vetture e la guida autonoma. Stiamo assistendo a una richiesta di riduzione della CO2 emessa da parte delle istituzioni sempre più elevata. Il piano Fit for 55 annunciato a luglio richiede un meno 55% di emissioni nel 2030 rispetto ai valori del 1990. È brutto dirlo, ma quello dei trasporti è uno dei pochi settori che ha visto un aumento delle emissioni negli ultimi 30 anni, mentre residenziale, energia, agroalimentare hanno migliorato le performance. Si deve anche ricordare che solo il 10% circa delle emissioni di CO2 in Europa è dovuto ai trasporti, quindi non è questo da solo che risolverebbe il problema. Detto questo, noi abbiamo fissato comunque target sfidanti per il 2030.

Qualche numero sullo stato dell’arte: una vettura su 10 venduta in Europa nel 2021 è elettrica. Nel 2033 una vettura su due a livello globale sarà elettrica. Da qui nascono i nostri target, annunciati a luglio, del Low emission vehicle mix, che riguardano la percentuale di vendita di vetture plug in hybrid, quelle collegabili alla rete che si possono muovere in modalità full electric ma sono sostenute anche da un motore termico, e Battery electric vehicle, 100% elettriche. L’obiettivo è raggiungere il 70% nel 2030 sul mercato europeo e il 40% negli Stati Uniti. Stiamo investendo 30 miliardi da qui ai prossimi 5 anni, è un fattore assolutamente determinante della nostra strategia.

Per quanto riguarda l’autonomia, stiamo lavorando su 4 piattaforme differenti, tutte nate per essere elettriche, capaci di garantire un’autonomia minima di 500 km e massima di 800, a seconda delle dimensioni della vettura. Autonomie in linea con quelle che possono garantire le vetture a combustione interna. Prevediamo di realizzare due milioni di vetture all’anno per ciascuna delle 4 categorie. Stiamo lavorando non soltanto sull’autonomia, ma anche sulla velocità di ricarica, che deve essere ridotta. Lavoriamo quindi alla fast charge, che deve essere resa possibile anche dalla rete oltre che dalla vettura: abbiamo un target sfidante di 32 km di autonomia ogni minuto di ricarica. Per garantire queste autonomie stiamo lavorando anche sulle soluzioni di batteria. È cambiato un po’ il paradigma di come interveniamo sulle catene di fornitura: stiamo lavorando sulle componenti, batteria e motore elettrico, che magari una volta acquisivamo semplicemente dai fornitori. Lavoriamo anche sulle tecnologie delle celle a livello di chimica. Il costo superiore delle auto elettriche rispetto a quelle a combustione interna dipende in gran parte dalla batteria. Stiamo agendo per ridurne il costo e aumentarne la densità energetica, lavorando a due diverse chimiche. Per farlo, realizzeremo tre gigafactory entro il 2025, 5 nel 2030, in grado di fornire 130 GWh di energia, che copriranno sia l’Europa che gli Stati Uniti, in joint venture con attori quali Total, LG e Samsung. Il problema delle colonnine di ricarica in Italia è ancora molto presente, specie se facciamo un confronto con i Paesi del nord Europa. È un tema molto importante, speriamo che le istituzioni e anche le aziende del settore energetico continuino con le installazioni delle colonnine, anche se negli ultimi tempi abbiamo visto dati incoraggianti. Ci muoviamo anche in maniera autonoma, e abbiamo realizzato la joint venture Free2Move eSolutions con Nhoa, ex Engie Eps, focalizzata sulla produzione e distribuzione di servizi di ricarica, privati e pubblici. Lavoriamo ai pacchetti energetici, un modo per trattare l’auto elettrica come uno smartphone: così come telefono e giga, acquisti la vettura e insieme ai kwh per poterla ricaricare. Con il progetto Atlante di infrastrutturazione pubblica di Free2Move eSolutions intendiamo installare 36mila punti di ricarica fast capaci di potenze fino a 175 KW entro il 2030.

Si deve vedere la vettura elettrica non più come un peso per la rete elettrica, ma come un asset per stabilizzarla. Con Terna abbiamo il progetto Vehicle to grid che prevede una connessione bidirezionale delle vetture alla rete. Vuol dire che le vetture non solo richiedono energia alla rete per ricaricarsi, ma possono restituirla quando la rete ne ha bisogno. Questi servizi, oltre ad aiutare a raggiungere i target di crescita delle energie rinnovabili, sono remunerati, e possono contribuire ad abbattere il costo totale della vettura».