CARLOS TAVARES CEO STELLANTIS

Un’escalation di tensioni sta caratterizzando l’attuale scontro tra Stellantis e il governo italiano. Le frasi di Giorgia Meloni sulla vendita di Fiat hanno acceso una discussione accesa, con il CEO dell’azienda ormai di proprietà francese, Carlos Tavares, che risponde alle critiche, ribadendo gli impegni dell’azienda.

Stellantis governo, scontro duro sulla delocalizzazione

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, entra a gamba tesa nella controversia chiedendo a Stellantis una “smentita alla lettera” riguardo allo spostamento della produzione in Marocco. Urso sollecita un rapporto corretto con l’indotto e sottolinea la necessità di chiarezza.

Le prove della volontà di delocalizzare secondo quanto riportano i quotidiani, sarebbero nel programma della giornata da trascorre a Rabat, nel Conrad Hotel, ospiti di Stellantis e un depliant di ben 22 pagine sulle agevolazioni che il Paese del Nord Africa propone a chi si trasferisce in loco

Auto elettriche, Tavares al governo: mancano gli incentivi

Dal canto suo, Tavares, in visita ad Atessa, in Abruzzo, ha risposto alle critiche di Giorgia Meloni ringraziando i lavoratori italiani e sottolineando gli impegni mantenuti. Il CEO di Stellantis ha difeso l’impegno dell’azienda nel promuovere la mobilità sostenibile in Italia e ha dichiarato che le critiche ricevute non sono apprezzate dai lavoratori.

E ha sollevato anche rilievi nei confronti del governo italiano evidenziando la richiesta di sostegno per la vendita di veicoli elettrici, sottolineando che nonostante le promesse, sono passati nove mesi senza un adeguato supporto. Tavares ha inoltre esposto le sfide dovute ai costi extra dell’elettrificazione e ha auspicato un cambiamento nelle politiche di supporto ai veicoli elettrici in Italia.

Il manager ha anche affrontato la questione sollevata dal ministro Urso di una possibile collaborazione del governo con un altro produttore straniero in Italia per raggiungere gli obiettivi legati all’automotive, sottolineando la volontà di competere ma evidenziando anche le possibili conseguenze.

Ha insistito sul fatto che il dialogo con il governo italiano continuerà, ma ha richiamato l’attenzione sui costi extra dell’elettrico e sulla necessità di cambiamenti interni alle aziende per affrontare le sfide del settore automobilistico. «Se avessimo avuto subito gli incentivi – così il quotidiano La Repubblica riporta le parole di Tavares – Mirafiori avrebbe potuto produrre di più. L’Italia spende molto meno di altri Paesi europei per sostenere i veicoli elettrici e la conseguenza è che noi perdiamo volumi non ci si può aspettare che lo facciamo senza dei cambiamenti all’interno delle nostre aziende anche perché Bruxelles ha aperto allo sbarco dei costruttori cinesi in Europa e loro hanno un vantaggio competitivo già del 30%».